«Abbiamo deciso di comune accordo di garantire al sindaco soltanto l'appoggio esterno perché ha risposto picche alle nostre richieste. Noi non ci sediamo al tavolo delle trattative per la ricerca di poltrone e per il toto-assessore, siamo la vera forza motrice politica della città». Nino Giordano alza il tiro e conferma le ragioni che hanno spinto i sei consiglieri dissidenti della maggioranza a scaricare il sindaco Antonio Pannullo, la cui poltrona ora scricchiola sempre più. Il dialogo intrapreso nei giorni scorsi con i consiglieri di Area Civica e Campania Libera non ha scalfito le certezze dei centristi e del PD, fermi sulle rispettive posizioni, fino alla rottura totale che si è materializzata ieri attraverso il documento che annuncia l'uscita dalla maggioranza da parte di Nino Giordano, Eutalia Esposito, Angela Duilio, Salvatore Ercolano e Ciro Cascone, che vanno ad aggiungersi a Tina Donnarumma, la quale aveva già dichiarato il suo appoggio esterno in occasione del consiglio comunale incentrato sul riequilibrio di bilancio. Nella giornata di ieri, tra l'altro, ha tenuto banco un messaggio rivolto dal sindaco ai dissidenti tramite WhatsApp, una richiesta accorata di tornare sui propri passi, espressione di una politica 2.0 che viaggia attraverso nuovi canali. «Ma noi non abbiamo ricevuto alcun documento ufficiale. - spiega Nino Giordano - Abbiamo avuto colloqui informali, ma le reciproche posizioni non sono cambiate. Il nostro passo definitivo di ieri è stato la naturale conseguenza di questa impasse che ha letteralmente bloccato la macchina amministrativa. Ora è il momento di ripartire per il bene della città».
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