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Castellammare - Palazzo Di Nola, fitti non pagati e pasticci del dissesto: un salasso da 387mila euro

In I commissione consiliare approda il debito fuori bilancio per regolarizzare i fitti non versati per l’utilizzo del fabbricato, che fino al 2017 ha ospitato una sede distaccata degli uffici comunali. La grana debiti iniziata col dissesto finanziario.

tempo di lettura: 3 min
di red
03/10/2021 10:45:12
Castellammare - Palazzo Di Nola, fitti non pagati e pasticci del dissesto: un salasso da 387mila euro

Un fitto da 396mila euro all’anno non versato. Un debito accumulato per oltre un milione di euro, finito nel calderone del dissesto finanziario. E un successivo tentativo di compensazione dopo il fallimento della società Gerardo Di Nola spa, che si chiude con 387mila euro in bilico e una sentenza avversa al Comune. Arriva l’ennesimo salasso per i cittadini stabiesi, a fronte del debito fuori bilancio che è approdato alla I commissione consiliare, relativo alla sentenza che di fatto condanna il Comune di Castellammare di Stabia a versare quasi 400mila euro alla società titolare dell’ex pastificio di Palazzo Di Nola, la storia struttura in via Raiola che fino al 2017 ospitava una sede distaccata dell’ente comunale. Risale già al 2008 la decisione di Palazzo Farnese di trasferire gli uffici comunali da Palazzo Di Nola verso altre strutture pubbliche, ma intanto fino al 2017 gli uffici restano all’interno del palazzo ottocentesco. E per il Comune permane anche il pagamento di un fitto pari a 396mila euro annui, fino al 2017 quando avviene la riconsegna delle chiavi ai proprietari.

Ma intanto in questo decennio accade l’irreparabile, che si materializza nella fase del dissesto finanziario dichiarato nel dicembre 2013 dall’amministrazione comunale di centrosinistra dell’epoca. All’esito delle transazioni correlate al dissesto, restano fuori 387mila euro che il Comune ritiene di non dover versare al curatore fallimentare della Gerardo Di Nola spa, sostenendo di non aver ancora percepito tasse arretrate dalla società fallita per l’utilizzo del Palazzo fondato a fine ‘800 da un industriale gragnanese della pasta, che un tempo fu adibito anche a sede della scuola Di Capua fino al terremoto del 1980. Il tribunale, tuttavia, ha dato ragione al curatore nella contesta con l’ente comunale. E così l’attuale amministrazione si è ritrovata ad ereditare un debito fuori bilancio di centinaia di migliaia di euro, che dovrà essere pagato per ripianare un danno del passato. Non è la prima volta, tra l’altro, che l’amministrazione comunale attuale si trova costretta a discutere di debiti fuori bilancio dovuti ad una superficiale gestione amministrativa antecedente, come è emerso già per i debiti relativi ad Ego Eco, Sint e Asam. E proprio riguardo ad Asam il Comune di recente ha vinto un’importante battaglia al Tar, che ha espresso la sua incompatibilità rispetto al ricorso presentato dall’azienda speciale che gestiva il servizio idrico a Castellammare di Stabia fino al 2008 e che aveva accumulato un debito da 16 milioni di euro all’esito della liquidazione dell’azienda speciale stessa.

Dopo la delibera approvata dall’amministrazione Pannullo, che di fatto prevedeva la necessità di attingere al bilancio dell’ente per pagare circa la metà di quel debito nell’ambito delle transazioni post dissesto, l’attuale amministrazione comunale ha deciso di affidarsi ad uno studio legale esterno e ad un parere della Corte dei Conti per valutare le opportunità di risparmio di un’ingente somma che sarebbe andata a gravare sui cittadini. E da questo consulto è emerso che il debito di Asam, proprio in quanto azienda speciale, non va incluso nel dissesto, ragion per cui l’ente comunale ha evitato uno sperpero notevole di denaro pubblico. Palazzo Di Nola, intanto, è finito mestamente all’asta, simbolo di una storia che evoca nostalgia e ricordi di un glorioso passato. Mentre il Comune si troverà a pagare quasi 400mila euro per rimediare ad un autentico pasticcio.

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