Si è tenuto oggi in modalità on line, così come previsto dalle norme relative alle restrizioni imposte dal Covid, la seduta del consiglio comunale della città di Castellammare di Stabia.
Detto in altro articolo dei primi 3 punti all’ordine del giorno, l’assise cittadina si è quindi soffermata su altri importanti temi.
I punti 4 e 5 sono stati votati all’unanimità e riguardavano debiti fuori bilancio con sentenza passata in giudicato.
Al punto 6 il consiglio ha votato all’unanimità la Cittadinanza onoraria a Massimo Osanna, Direttore del Parco Archeologico di Pompei, per l’amore dimostrato verso il patrimonio archeologico stabiese e per l’impegno profuso. La proposta è del Comitato per gli Scavi di Stabia fondato nel 1950. Apprezzamento è stato espresso proprio dal comitato per Scavi di Stabia che ha ringraziato il consiglio comunale di Castellammare per aver concesso la cittadinanza onoraria a Massimo Osanna. «Il comitato esprime al nuovo cittadino di Castellammare tutto l'apprezzamento per il lavoro fatto ed è certo che proseguirà il suo impegno per la valorizzazione dei nostri beni».
Il dibattito ha dato la possibilità alle opposizioni di chiedere il rispetto della prima delibera approvata dal nuovo consiglio comunale che vedeva altre sezioni in quel museo a partire da quello della storia navale, cinematografica, delle arti bianche, del teatro, del teatro di figura e così via.
Scala e Di Martino poi hanno posto il tema del Teatro Supercinema relativamente alla volontà di vendita dello stesso. “Il teatro va tutelato e il comune deve provare a rilevarlo” hanno chiesto i due consiglieri al Sindaco.
Il Consiglio Comunale poi ha votato un ordine del giorno proposto dai capigruppo consiliari sulla vicenda della Merdbulloni con cui nel condannare il gesto ed esprimere la propria vicinanza alle maestranze in lotta, ha chiesto il ritiro del provvedimento di chiusura. “A tal fine, preliminarmente, unitamente e di concerto con Regione Campania, MISE e le Parti sociali va aperto, con la Società Proprietaria, un rapido tavolo di confronto e trattativa, teso ad approfondire le motivazioni che hanno portato al drastico provvedimento di chiusura per individuare le auspicabili soluzioni a tale vertenza e riprendere il ciclo produttivo. In mancanza di margini di trattativa, sempre di intesa con gli Organismi sovracomunali e le Parti sociali, vanno posti in essere tutti i possibili accorgimenti finalizzati ad individuare altre compagini industriali equiparabili nel settore, alle quali poter offrire, oltre ad incentivazioni per il processo di reinvestimento, anche l’individuazione di una eventuale nuova collocazione del sito produttivo nell’ambito Regionale, qualora dovesse rendersi indisponibile l’attuale sito al corso de Gasperi. In tale ultima prospettiva l’area ed il relativo complesso immobiliare, nel redigendo PUC, in funzione degli obiettivi di tutela dell’interesse pubblico, al fine di salvaguardare una specifica finalità di interesse collettivo, verranno assoggettati a vincolo conformativo con destinazione a strutture di interesse comune ad integrazione degli standards urbanistici territoriali.”
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