Dopo l'operazione di ieri pomeriggio al Savorito, che ha visto impegnati circa 100 uomini fra carabinieri, polizia di Stato e guardia di finanza, arrivano i complimenti anche di due esponenti del mondo politico stabiese: Tonino Scala e Francesco Nappi. I due, che avevano partecipato anche alla marcia contro la camorra, lunedì scorso hanno voluto esprimere la propria soddisfazione per la risposta dello Stato dopo i fatti dell'8 dicembre, ormai noti in tutto il contesto italiano.
«Un plauso alle forze dell'ordine per il blitz di oggi. Una risposta celere ed efficace, ma non possiamo lasciare alle sole forze dell'ordine il compito oneroso. Non è solo con gli arresti che vanno fatti, che si affronta e risolve la vicenda. È necessario essere presente in quelle zone ogni giorno con azioni mirate che non siano solo di tipo repressive. È necessario oggi più che mai ripartire dalle periferie dandole dignità. È la cultura camorriastica che va debellata. C'è tanto da fare» ha spiegato il consigliere comunale di Liberi e Uguali.
«L’operazione Olimpo non è che la punta dell’iceberg di un sistema che oramai, come una piovra, stringe Castellammare in una morsa che toglie fiato all’economia e allo sviluppo del territorio. Le forze dell’ordine stanno facendo la loro parte in modo egregio facendo sentire forte la propria presenza» spiega invece Francesco Nappi del Movimento 5 Stelle. «È compito della politica fare la propria parte, essere un esempio di legalità, sensibilizzare la cittadinanza, le scuole, affinché si sfondi il muro di omertà che c’è in città e si cominci, finalmente, a prendere le distanze da questo “tumore” che ha pervaso la società stabiese e si a lottare per una città migliore, dove anche i giovani possano avere il proprio spazio. Parlare di blitz al rione Savorito non deve però indurre a generalizzare, non dimentichiamo però che nel rione Savorito ci sono anche tante brave persone che subiscono il disagio dell’ambiente in cui vivono, la mancanza di lavoro e l’abbandono delle amministrazioni varie che si sono susseguite, che, puntualmente, si ricordano di quei rioni solo durante le elezioni. Non è con le elemosine occasionali che si risolve il problema di quella parte della città» conclude.
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