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Castellammare - Occupazione del suolo pubblico, la prima grana per il commissario prefettizio

Dopo i ritardi accumulati nell'entrata in vigore del nuovo regolamento, bloccato dalla necessità di ottenere l'ok della Soprintendenza, toccherà a Cupello gestire una vicenda che si preannuncia molto delicata e che i titolari dei locali si augurano possa essere risolta entro metà marzo.

tempo di lettura: 1 min
di Giancarlo Esposito
11/02/2018 10:45:53
Castellammare - Occupazione del suolo pubblico, la prima grana per il commissario prefettizio

Occupazione del suolo pubblico. È questa la prima grana che il commissario prefettizio Gaetano Cupello dovrà affrontare per salvaguardare il commercio a Castellammare di Stabia, dopo i ritardi accumulati nell'entrata in vigore del nuovo regolamento, bloccato dalla necessità di ottenere l'ok della Soprintendenza in merito ai modelli unificati che dovranno essere adottati in città per gazebo e dehors. Lunedì scorso, proprio nelle ultime ore dell'amministrazione Pannullo, i titolari dei locali del lungomare hanno assistito inermi alla visita della polizia municipale e della polizia di stato, che hanno posto sotto sequestro i gazebo non in regola con le autorizzazioni, inviando la segnalazione alla Procura e imponendone la rimozione entro 24 ore. Veemente è stata la protesta dei commercianti, che avrebbero preferito collegare la fine della proroga con l'avvio del nuovo regolamento, un'operazione divenuta impossibile in quanto la Soprintendenza non ha ancora autorizzato i modelli unificati. Il 31 gennaio, d'altra parte, è scaduta l'ultima proroga correlata agli eventi natalizi e il blitz delle forze dell'ordine, lo scorso 5 febbraio, ha imposto la rimozione dei gazebo. I commercianti hanno contestato la vicenda tacciando l'amministrazione di essere stata poco lungimirante nella valutazione dei tempi tecnici per il nuovo regolamento, ma intato ora tocca al commissario gestire una vicenda che si preannuncia molto delicata e che i titolari dei locali si augurano possa essere risolta entro il 20 marzo, quando dovrebbero scattare i 10 mesi previsti dalle nuove regole. Un ulteriore rinvio, infatti, rischia di mettere a repentaglio gli affari di bar e ristoranti e persino le casse del Comune, che attraverso le autorizzazioni concesse ai titolari dei locali potrebbero essere notevolmente rimpinguate.

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