I beni della Nuove Terme potranno essere messi a frutto anche separatamente. Questo emerge dalla relazione integrativa allegata allo schema di bilancio consolidato 2020, firmata dal dirigente di settore. In sostanza, non c’è più margine per considerare i beni delle Nuove Terme esclusivamente come un blocco unico da valorizzare, ma si può ragionare anche nell’ottica di delineare uno scenario ad effetto “spezzatino”. L’obiettivo dell’amministrazione comunale, d’altra parte, consiste nel portare a compimento il protocollo d’intesa con Regione Campania e Mise, al fine di definire in tempi brevi il percorso mirato ad accompagnare gli investimenti dei privati su Antiche Terme, con i reciproci impegni da assumersi in vista della stesura di un bando per la gestione della struttura di piazzale Amendola. In questo scenario potrebbero rientrare anche le Nuove Terme, qualora ci fossero imprenditori o cordate interessate a puntare su entrambi gli stabilimenti. Ma al momento la mole debitoria di Sint, la partecipata comunale che gestisce il patrimonio immobiliare delle Nuove Terme, non consente voli pindarici. E accanto alla vendita dei beni cosiddetti “non strategici”, attualmente in corso, sarà necessario sbrogliare la matassa dei lavoratori che hanno vinto in primo grado la causa contro Sint che li aveva licenziati nel 2015. Una vicenda che ha indotto il commissario liquidatore Vincenzo Sica a inoltrare al tribunale una richiesta di concordato preventivo, che al momento stabilizza la questione Terme in attesa di nuovi risvolti favorevoli.
Di certo, però, questa situazione finisce per assottigliare i margini d’azione. E così, scrive il dirigente Verdoliva, “per quanto riguarda la società Sint spa in liquidazione, le immobilizzazioni materiali non vengono più considerate come un complesso produttivo destinato alla creazione del reddito ma come un coacervo di beni destinati ad essere realizzati separatamente o a gruppi sul mercato, per il pagamento dei creditori ed per la distribuzione ai soci dell’attivo netto residuo. In particolare, non si è proceduto al calcolo degli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali”. Ricordiamo che lo schema di bilancio consolidato rappresenta il bilancio dell’ente unitamente a quello delle sue partecipate. E al momento, con la liquidazione ormai completa di Asam, resta soltanto Sint a concorrere al consolidato. Se per Nuove Terme, dunque, la situazione è complessa, per Antiche Terme i margini d’azione sono molto più ampi. E i buoni rapporti tra l’amministrazione comunale e la Regione Campania potrebbero portare presto ad importanti novità per velocizzare il percorso mirato a riaprire lo stabilimento termale di piazzale Amendola dopo oltre 20 anni di chiusura.
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