Il patrimonio immobiliare delle Nuove Terme ad un passo dalla vendita all’asta. Si terrà il prossimo 17 maggio l’udienza in cui potrebbe essere omologato il concordato, con conseguente avvio della vendita dei beni al miglior offerente. Una circostanza che appare oggi la più probabile a fronte delle peripezie che hanno contraddistinto i beni del Solaro negli ultimi travagliati anni. Prima la messa in liquidazione decisa dal commissario prefettizio a maggio 2018, a seguito del flop del piano industriale per la gestione privata dei beni, poi la sentenza favorevole ai lavoratori, licenziati ingiustamente nel 2015 secondo il tribunale e in attesa del verdetto della Cassazione per comprendere se dovranno essere risarciti. E in tutto ciò pesa come un macigno la reminiscenza di un fallimento che si è consumato nel marzo 2015, con il successivo svilimento del patrimonio immobiliare a seguito delle razzie e dell’incuria che hanno trasformato quel che resta delle Nuove Terme in un vero e proprio rudere. Va evidenziata, inoltre, anche l’inchiesta in corso da parte della Procura di Torre Annunziata con 11 indagati con l’accusa di bancarotta fraudolenta, per avere, secondo l’accusa, contribuito al crac con assunzioni stagionali non necessarie e spese superflue mentre i conti erano sempre più in rosso. Il consiglio comunale, poco prima di essere sciolto, aveva approvato un ordine del giorno per investire la Regione Campania dell’impegno di acquisire il patrimonio immobiliare e salvarlo dalla svendita. Ma come è accaduto per le Antiche Terme, da Palazzo Santa Lucia il silenzio regna sovrano.