Il Comune di Castellammare di Stabia pagherà circa 140mila euro in più di canone mensile ad Am Tecnology, l'azienda responsabile della nettezza urbana in città. La circostanza, tuttavia, era già prevista e ampiamente regolamentata dal capitolato d'appalto sul quale si fonda l'affidamento entrato in vigore quasi tre anni fa. «L'adeguamento è dovuto alla crescita dei costi di smaltimento, il tutto era già stato concordato con l'azienda». Parole e musica di Gianpaolo Scafarto, assessore all'Ambiente della giunta Cimmino, per allontanare qualsiasi polemica strumentale attorno a una questione già assai delicata. Attorno al servizio di raccolta rifiuti, infatti, non sono mancati nel recente passato polveroni e scontri di ogni genere, con l'opposizione politica che più volte ha anche paventato la possibilità della rescissione contrattuale.
L'idea che l'aumento della tariffa potesse essere dovuta a una richiesta di Am è così bastata a mandare in agitazione buona parte della comunità stabiese. «Voci infondate - ribadisce il maggiore dell'Arma a Stabia Channel -, martedì abbiamo in programma un summit alla presenza del sindaco in cui comunque dovremo chiarire dei punti per capire come ammortizzare al meglio la spesa. La Tari? Non credo aumenterà», rassicura infine. Le casse pubbliche di palazzo Farnese sborsano una cifra prossima agli 800mila euro mensili per garantire il decoro urbano a Castellammare, per un totale lordo di 11 milioni annui per il ciclo completo dei rifiuti. L'aumento dei costi di smaltimento, previsto anche al momento della stipula del contratto, porterà ad un aumento che potrebbe comunque non avere ripercussioni tangibili sulle tasche dei contribuenti.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.