Un consiglio comunale lampo andrà in scena domattina a Palazzo Farnese. Allo scoccare delle 12, termine ultimo per la presentazione delle candidature alla presidenza del consiglio comunale, nessun consigliere si è fatto avanti e così la nomina slitta a data di destinarsi. La scelta del successore di Eduardo Melisse, che ha presentato le dimissioni per motivi personali tre giorni prima de consiglio comunale incentrato sulla delibera salva-Sint, rappresenta una grana per la maggioranza. Le civiche sembrano anche disposte a lasciare l'incarico nelle mani dell'attuale presidente vicario Salvatore Ercolano, consigliere di Area Civica, ma hanno consegnato la patata bollente nelle mani del PD, a cui in pratica spetta la decisione definitiva. La questione interna al gruppo consiliare dem dopo lo strappo con Melisse è ben lungi dall'essere risolta e così la maggioranza ha deciso di rinviare la questione al prossimo consiglio comunale, presentandosi domani in assise senza candidati e concedendo una ghiotta occasione alla minoranza. Ma nel corso di una riunione avvenuta ieri sera, nonostante un timido tentativo di proporre Michele Starace alla presidenza del consiglio, le opposizioni hanno rinunciato a presentare un proprio candidato, una scelta che di fatto agevola la maggioranza, che avrebbe dovuto far fronte all'imbarazzo di non poter contrapporre alcun candidato al profilo scelto eventualmente dalle altre forze politiche. E così il consiglio comunale sarà limitato esclusivamente al passaggio di consegne tra Antonio Marino ed Emanuele D'Apice, che entra in consiglio comunale dopo aver vinto il ricorso al Tar, aggregandosi al gruppo di centrodestra composto da Gaetano Cimmino e Vincenzo Ungaro. Un'assise in pieno stile natalizio, dunque, una festa per D'Apice in cui le varie forze politiche non si faranno del male.
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