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Castellammare - «Nel PD ras e 'furbetti del quartierino'». Vota il sondaggio

Il Gruppo SinistraDem: «Chiediamo con forza al partito locale di raccogliere la sfida di area civica e aprire un dibattito pubblico».

tempo di lettura: 3 min
09/02/2018 09:12:59
Castellammare - «Nel PD ras e 'furbetti del quartierino'». Vota il sondaggio

E’ successo tutto in un baleno. Un guazzabuglio esploso clamorosamente in una tarda serata di pieno inverno. Clamoroso – ma non inaspettato – e fragoroso per via dei reciproci e insultanti giudizi che le parti in causa si vanno scambiando. Ancora una volta il Partito Democratico si ritrova al centro di una disfatta politica, dove di politica invero ce n’è forse ben poca. Ci sono invece molte vendette.

«Ormai anche i sassi sanno qual è l’origine dei nostri mali - scrive il gruppo Sinistra Dem in una nota - Sul piano nazionale, noi di SinistraDem abbiamo sostenuto la candidatura a segretario del ministro Orlando, condividendo le sue critiche rivolte alla leadership renziana. A livello locale, sosteniamo da tempo una linea politica diversa da quella autocratica dettata a Castellammare, e più in generale nell’area sud-partenopea, da Mario Casillo con il confronto/scontro di Raffaele Topo (renziani a tutto tondo). Da tempo sosteniamo che il PD deve guardare e arare campi politici e della società civile più democratici, illuminati e robusti sul piano intellettuale, anziché impegolarsi nei giochi e nei trasformismi di potere di chi ha diversi stili e modi di concepire e fare politica. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Due consiliature, quella di Nicola Cuomo e ora quella di Toni Pannullo, buttate a mare: 36 mesi in tutto in luogo dei 120 di due amministrazioni complete (il 30% del tempo disponibile). Che dire?! Ma questo non è tutto. Qui è ormai in gioco qualcosa che viene prima della politica, qualcosa che ha a che fare con la qualità dei rapporti che questo modo di fare politica determina e riproduce. Guazzabugli, per l’appunto, in cui sguazzano – dentro e intorno al partito – ras e “furbetti del quartierino”. Paradosso e circostanze vogliono che, invece di dare vita – hic et nunc – a una necessaria, obiettiva, passionale e leale riflessione sulla sostanza del discorso di quanto è successo, il PD stabiese si ritrovi da solo a dover rilanciare candidature decise altrove e indebolite dalla disfatta di Casillo & Company. Da solo e per di più anche spaccato».

«Anche il Circolo stabiese e la sua nuova segreteria - prosegue la nota - , se non vuole risultare debole, deve avere la forza di scrollarsi da dosso la cultura politica stantia dei continui e inossidabili tatticismi e posizionamenti e soprattutto di un modo di selezione delle classi dirigenti che rispondono sempre meno a progetti e programmi “forti” e sempre più alle debolezze di individualismi e ambizioni di singoli e/o raggruppamenti che il più delle volte non vanno oltre il galleggiamento man mano che i nodi del vuoto culturale e politico vengono al pettine. A questo proposito, sulla base di tutto questo volare di stracci, e dopo le dichiarazioni del Sindaco («non querelo Pesenti per evitare che possa farsi male»), del segretario regionale, Assunta Tartaglione («non arretriamo di un millimetro e ripartiamo da Pannullo»), e del segretario cittadino, Nicola Corrado «il sindaco ha lanciato un allarme agghiacciante che se fosse vero ci troveremmo di fronte al fatto che ha governato con consiglieri e assessori permeati da interessi criminali»), chiediamo con forza al partito locale di raccogliere la  sfida di area civica e aprire un dibattito pubblico in cui tutta la città e in particolare noi del PD possiamo conoscere i fatti e le posizioni di ciascuno nel rispetto del principio di un confronto politico corretto. Se tutto ciò non fosse, come potremmo andare a chiedere i voti per ritornare a maggio a Palazzo Farnese. Chi mai potrebbe votarci? Non siamo indenni da colpe anche noi e riconoscerlo pubblicamente farebbe chiarezza anche in città».

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