«Come primo cittadino ove risiede la realtà industriale più importante del Meridione d’Italia, con sommo rammarico devo prendere atto che, nel riparto del carico di lavoro dell’azienda, il cantiere di Castellammare viene mortificato rispetto ad altre realtà e tutto ciò ha comportato lo stato d’agitazione di tutto il personale dipendente e del relativo indotto industriale». A dirlo è il sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino dopo la nave sottratta all'indotto stabiese che ha causato anche uno sciopero delle tute blu.
«Ritengo ormai indispensabile e necessariamente inderogabile l’istituzione di un tavolo tecnico permanente presso il ministero dello Sviluppo economico al fine di predisporre un’azione coordinata per garantire investimenti. Per questi motivi ho scritto nuovamente al Governo, alla Regione e alla stessa Fincantieri. Attendiamo immediate risposte» continua.
«La rilevanza nazionale del cantiere di Castellammare di Stabia è stata esaltata dalla cerimonia del varo della nave LHD Trieste, l’ammiraglia della Marina Militare Italiana, avvenuta il 25 maggio 2019 alla
presenza, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più importanti cariche istituzionali e militari - ha scritto Cimmino nella lettera -. In qualità di Sindaco di Castellammare di Stabia, sono forti le mie preoccupazioni in merito al futuro dello stabilimento Fincantieri che insiste nella nostra Città, un cantiere che rappresenta un polo industriale strategico non solo per l’Azienda ma anche e soprattutto per tutto il Meridione. Ho acquisito in questi mesi la disponibilità da parte di tutti Voi, soggetti preposti allo sviluppo dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia, ad unire le forze e cooperare per garantire serenità a centinaia di famiglie e imprimere una svolta decisa ad un complesso industriale che merita un piano di rilancio all’altezza della sua storia e del suo impatto per il territorio».
Il sindaco inoltre non nasconde le sue preoccupazioni per il futuro dell'indotto: «Non nascondo una forte preoccupazione circa il futuro lavorativo di questa realtà aziendale che di riflesso si proietta sull’immagine dell’intera Città da me rappresentata in quanto il Cantiere di Castellammare assume una rilevanza strategica essendo esso il più antico d’Italia ma allo stato attuale posso solo prendere atto della mancata volontà da parte dell’azienda di far ripartire il Cantiere Stabiese. Proprio in virtù di queste forti preoccupazioni, ritengo ormai indispensabile e necessariamente inderogabile l’istituzione di un tavolo tecnico permanente presso il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di predisporre un’azione coordinata per garantire investimenti seri per il rilancio dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia».
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