La delibera salva-Sint giunge al suo momento cruciale. Il parere dei revisori dei conti sancirà se l'atto ricognitivo per la partecipata comunale è adeguato sul piano contabile. I revisori, in pratica, possono esprimere un giudizio favorevole nella loro relazione, dichiarando la conformità alle norme che disciplinano l'atto, oppure possono esporre dei rilievi o persino dare un giudizio negativo in merito alla situazione patrimoniale finanziaria della società e al risultato economico dell'esercizio. Qualora la delibera dovesse superare questo step senza traumi, si potrà procedere al vaglio del consiglio comunale, che dovrà approvare l'atto ricognitivo di Sint entro fine mese, in modo tale da autorizzare anche il Comune a versare la rata da 865mila euro a Mps sulla scorta degli accordi previsti in sede di rinegoziazione del mutuo con la banca e della lettera di patronage posta a garanzia del mutuo stesso. Ma la situazione è più delicata del previsto, in quanto il piano industriale prevede un sacrificio importante da parte dell'ente comunale. Fino al 2023 il debito da un milione e mezzo che la Sint deve restituire al Comune dovrà restare congelato e intanto l'ente dovrà formalizzare un contratto di fitto oneroso con Sint per le Antiche Terme e l'ex Caserma Cristallina, riunite alle Nuove Terme in ossequio al piano stilato dalla Ri.For.Med., la società che affianca la Sint in veste di partner con l'obiettivo di rendere appetibili le strutture che un tempo ospitavano la fallita Terme di Stabia spa, rimpiazzando l'assistenzialismo con la nuova frontiera legata al wellness e al benessere. Al Comune, infatti, viene chiesto di procedere al prestito immediato di 865mila euro a Sint per la rata da versare entro il 30 novembre nell'ambito della rinegoziazione del mutuo con Mps. L'importo anticipato dall'ente dovrà essere restituito da Sint in parte nel 2018 (530mila euro) e per la restante parte con un piano di rientro che dovrebbe concludersi nel 2022, un'ipotesi tra l'altro fondata sulla cessione degli immobili nel 2018, altrimenti il Comune dovrà intervenire nuovamente per coprire l'ultima rata da 600mila euro da versare a Mps entro settembre 2018, facendo slittare il piano di rientro di almeno un altro anno. Ma la parte preponderante del debito che la Sint ha accumulato con il Comune riguarda il pagamento di Imu e Tasi dal 2002 al 2017 per un totale di circa 1 milione e 100mila euro, a cui si aggiunge la restituzione di un prestito che ammonta a 360mila euro. E proprio la somma di queste due quantità determina l'importo da 1 milione e 450mila euro di debiti che il Comune è stato invitato a congelare, con annessa la richiesta di determinazione di una tassazione agevolata per Ici e Tasi a partire dal 2018.
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