Tante le reazioni al botta e risposta tra l'ex sindaco Flavio di Martino ed il capogruppo PD Michele Migliardi. Quella dell'ex consigliere Salvatore Russo non lascia spazio ad interpretazioni.
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La lettera dell’ex sindaco Flavio di Martino in cui chiedeva a Nello di Nardo di staccare la spina all’amministrazione Cuomo e la successiva replica del capogruppo PD Michele Migliardi hanno generato una serie infinita di commenti sui social network. Ognuno prova a dire la sua. Quasi tutti bacchettano il consigliere comunale dem. Ma c’è chi va anche oltre la querelle tra i due, analizzando anche i motivi che oggi hanno spinto un veterano della politica locale ad avanzare una richiesta precisa quanto drastica. Stiamo parlando di Salvatore Russo, ex consigliere comunale di opposizione durante l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Luigi Bobbio, candidato alle ultime amministrative nella lista del Partito Democratico. Per lui non scatta il seggio, ma va vicinissimo ad una poltrona in giunta, poi sfumata in una notte.
“Michele – scrive Russo nel suo post, rivolgendosi a Migliardi - fai due errori clamorosi che rivelano immaturità politica. Per rispetto della storia di questa città, di coloro che hanno dato un grosso contributo alla comunità stabiese con spirito riformista, dunque a noi vicini per pensiero e tradizione culturale, non puoi permetterti di rivolgerti a Flavio Di Martino così come fai. Un comunicato infarcito di paroloni solo per controbattere alle finezze del cavaliere che ha uno stile di scrittura che oggi non vediamo più. Con una differenza: lui ha un profilo e uno spessore frutto di esperienza decennale. Non elenca perché sarebbe stato pleonastico. Non sentirti offeso. Chiediti piuttosto perché un ex sindaco abbia sentito il bisogno di intervenire così chiaramente”. Ed ancora: “Il capogruppo è una figura istituzionale, la parte politica la "cura" il partito - che in realtà andrebbe curato per primo -quindi sarebbe stato normale che a rispondere, se proprio si doveva per lesa maestà, fosse stato Carpentieri”.
Chiusa la parentesi sul botta e risposta con Flavio di Martino, Russo si sofferma poi sul manifesto fatto affiggere da Cuomo in città che elenca le opere realizzate dalla sua amministrazione. “Quando si arriva a tanto – dice Russo – si sfiora il ridicolo. Anche i bambini sanno che nella pubblica amministrazione la realizzazione di un'opera prevede un iter lunghissimo che si chiama progettazione preliminare, definitiva e esecutiva. Il PIU Europa l'ha pianificato Raffaele Esposito, fedelissimo del sindaco e persona capace, con Vozza sindaco(progettazione preliminare). Bobbio ha provveduto alla progettazione definitiva e Cuomo ha appaltato le opere rendendole esecutive. Fondi già stanziati e intercettati dall'allora amministrazione Vozza, gigantesca rispetto alle ultime due. Semplicemente perché lo sviluppo della città si è fermato la”.
Quindi è Russo a fare l’elenco, ma dei fallimenti di questa amministrazione. “Vogliamo parlare delle Terme? Della situazione lavoro? Di cambi inspiegabili di linea? Della gestione rifiuti? Degli affidamenti diretti che il PD con me tanto contestava? Questa si chiama incoerenza, schizofrenia.
Qua non funziona praticamente nulla. Siamo in una crisi senza precedenti. Questa esperienza è un fallimento purtroppo. 1000 concittadini in piazza, me compreso, li avevamo con Bobbio. Si sono ripresentati spontaneamente. Non è più un giudizio politico ma una constatazione. Amara ma è così”.