Si sono divisi in gruppi. C'è chi resta al mattina, chi nel pomeriggio e chi invece per tutta la notte. L'obiettivo è quello di garantire una presenza fissa all'esterno della fabbrica nonostante le condizioni meteo sfavorevoli. La pioggia, la neve e il brusco calo delle temperature delle ultime ore non ha arrestato la protesta degli 80 lavoratori della Meridbulloni che da ormai dieci giorni hanno dato inizio al presidio all'esterno della struttura di corso Alcide De Gasperi. Poco prima di Natale, infatti, il gruppo Fontana proprietario della Meridbulloni ha ordinato la chiusura della fabbrica e il trasferimento di tutta la forza lavoro in provincia di Torino. Una scelta che inevitabilmente ha scatenato le reazioni delle tute blu che dall'oggi al domani hanno visto chiudere definitivamente i cancelli dell'indotto di corso De Gasperi. Nonostante le pressioni dei sindacati e anche delle forze politiche, l'azienda continua a fare muro proteggendo la propria decisione di delocalizzare tutti gli operai che ufficialmente dal prossimo 1 febbraio dovranno prendere servizio in Piemonte, pena licenziamento.
Gli operai però nel corso della protesta non sono stati lasciati soli. Le forze politiche cittadine e regionali non hanno fatto mancare il proprio supporto mentre il caso è stato portato anche in Parlamento dalla deputata grillina Carmen Di Lauro. La vertenza Meridbulloni è oggi trattata al pari di quella Whirlpool, fabbrica napoletana che da mesi rischia la chiusura. La speranza delle tute blu è che nel prossimo mese, con l'aiuto anche del Governatore De Luca che per ora ha speso solo parole per gli operai senza entrare nel merito della vicenda, possa sbloccarsi una situazione che al momento li vede con le spalle al muro. O trasferimento o licenziamento. Un bivio che nessuno si sarebbe aspettato dieci giorni fa.
L'intera città di Castellammare, e non, sta rispondendo presente e aiuta in tutti i modi i lavoratori. C'è chi consegna la colazione al mattino, chi un piatto al pranzo e chi regala le pizze a cena. In tantissimi ieri si sono recati in corso De Gasperi per consegnare la legna per affrontare la lunga notte gelida dopo l'appello via social degli operai. Come accaduto in passato per Fincantieri, gli stabiesi si compattano e provano a difendere il "vecchio cuore operaio" in attesa che dal gruppo Fontana arrivi la tanto attesa schiarita.
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