Il fenomeno del voto di scambio a Castellammare ha acquisito rilevanza nazionale in seguito alla denuncia effettuata da un anonimo nel corso della trasmissione “Tagadà” andata in onda su La7.. Nel corso di un video choc, infatti, uno stabiese, dopo aver camuffato identità e voce, ha illustrato la triste pratica della compravendita dei voti alla quale avrebbe partecipato, lasciandosi convincere da un fantomatico candidato presente nelle liste elettorali. «Il mercato del voto è equivalente al mercato ortofrutticolo - ha affermato l'anonimo “elettore” -. Le contrattazioni per i voti avvengono in base all'offerta, c'è chi offre molti soldi a pochi, chi ne offri pochi a molti. Qualche tempo fa sono stato avvicinato da persone che mi hanno riferito che avrei avuto un'opportunità per guadagnare soldi in maniera facile e veloce. Il mio voto è stato comprato per 50 euro. Nei pressi del seggio mi è stato consegnato un fac simile con sopra indicati i segni su cui apporre la croce e i nomi da trascrivere sulla scheda elettorale. All'interno della cabina, poi, avrei dovuto portare con me il telefono e scattare una foto come prova del mio voto. Ho ricevuto i soldi a pratica avvenuta, all'esterno del seggio. Mi è stato anche riferito che avrei potuto guadagnare altri soldi, convincendo a votare alla stessa maniera anche altre persone. In questo modo ho ricavato circa 1500-2000 euro grazie al contributo di oltre 50 elettori tra parenti, amici e persone che quel giorno avevano urgente bisogno di un contributo per fare la spesa. Voci di corridoio affermano che in questo meccanismo sarebbero stati coinvolti più di 1500 stabiesi, residenti perlopiù nelle periferie, in cui tante persone sono disposte a vendere il proprio voto anche per 20 euro al fine di rimediare alla propria condizione economica precaria. In fondo, sono sempre gli stessi a comprare i voti, persone che ambiscono unicamente al potere in politica. Mi chiedo perché investano oltre 30mila euro per un esiguo stipendio mensile. Per quanto mi riguarda, ho venduto il mio voto perché dalla politica non ho mai ricavato nulla ed ora ho preferito cogliere al volo l'occasione per trarre profitto». Una disamina che fa davvero rabbrividire e che invita a riflettere sul degrado culturale e sociale di alcune fasce del popolo stabiese, ridotte davvero a vendersi per pochi euro senza neppure documentarsi sui reali interessi di chi “investe” nella politica nell'ottica del tornaconto personale. Che sia giunto davvero il tempo di ricorrere alle perquisizioni agli elettori e ai pattugliamenti serrati ai seggi? Ai posteri l'ardua sentenza.