Mina vagante delle precedenti amministrative, l'architetto Eduardo Melisse ha deciso di compiere un passo indietro per rafforzare la coalizione di centrosinistra e diventare parte integrante di un progetto che già in passato lo ha visto accanto all'amministrazione guidata da Nicola Cuomo e in seguito a sostegno dell'ascesa a Palazzo Santa Lucia dei consiglieri regionali Topo e Raia. «Ho deciso di compiere un passo indietro e rinunciare alla mia candidatura a sindaco in nome della coerenza e del buonsenso - ha spiegato Melisse -. Il mio intento attuale consiste nel sostenere quello che ritengo l'unico partito attualmente esistente in Italia, un partito che ci rappresenta sia al Governo che nella Regione Campania. Seguire il solco tracciato dal Pd sarebbe la soluzione più logica anche per Castellammare, nonostante la deficitaria gestione portata avanti da Cuomo nelle battute finali della sua esperienza a Palazzo Farnese. All'interno del Partito Democratico sono state messe da parte tutte le incomprensioni che rischiavano di minarne l'unità e la credibilità ed oggi tutti insieme abbiamo sposato un progetto unitario che, se i cittadini premieranno la nostra proposta, condurrà Pannullo al vertice di una città che potrà finalmente avviarsi verso un repentino rilancio. Il mio sostegno alla coalizione di centrosinistra, dunque, non è casuale, ma pone le radici in un passato che mi ha visto più volte accanto ai democratici nel corso degli anni, in virtù di una comunione di intenti che spero possa dare frutti importanti nei prossimi mesi».
Melisse si è poi soffermato sulla gestione amministrativa della città, descrivendo gli interventi che, a suo parere, potrebbero ribaltare completamente la deficitaria dimensione turistica e sociale in cui Castellammare è piombata nell'ultimo decennio: «La crisi economica purtroppo ha investito due settori cruciali quali l'edilizia e l'imprenditoria industriale - ha sottolineato Melisse -. Questo fattore ha contribuito a spedire nel baratro una città già agonizzante, ma che dispone ancora di tutte le credenziali per guarire e tornare ai fasti di un tempo. L'amministrazione comunale, innanzitutto, dovrebbe occuparsi del quotidiano e guadagnarsi la fiducia dei cittadini attraverso la manutenzione stradale e della rete fognaria, la cura delle scuole e del verde comune, il rilancio sociale delle periferie. Le grandi opere poi saranno la conseguenza diretta di questa rinnovata unità di intenti fra gli stabiesi e il governo cittadino. Per la loro realizzazione, tuttavia, occorre strutturare una sinergia con il Governo e la Regione, motivo per cui sarebbe opportuno seguire la scia del partito di maggioranza che attualmente rappresenta l'unica alternativa credibile per il rilancio del Bel Paese e, di conseguenza, delle piccole realtà di provincia. In tal senso, non ho ben compreso l'impostazione del progetto di riqualificazione della villa comunale, i cui interventi sono stati concentrati sull'unica porzione che avrei preservato come tale. Sarebbe stato più logico sostituire la pavimentazione in tufo sull'altro versante, piuttosto che i mosaici e i marmi, per giunta riproposti esattamente com'erano prima. In alternativa, avrei costruito un grande parcheggio interrato lungo il percorso che va dal Miramare alla Cassarmonica, rispondendo alle esigenze turistiche e commerciali della città e valorizzando in tal modo il lungomare. Un altro progetto che proporrò in futuro riguarda gli impianti di biogas per lo smaltimento dei rifiuti, che consentirebbero di ridurre del 50% i costi legati alle discariche senza intaccare il personale attualmente operativo sul territorio. I rifiuti, inoltre, sarebbero in tal modo riconvertiti per il 98% in energia elettrica, utile a soddisfare ampiamente il fabbisogno cittadino, e per il restante 2% in granulometria utilizzabile per le pavimentazioni. Il rilancio culturale di Castellammare, inoltre, potrebbe passare attraverso l'istituzione di un polo universitario all'interno della Reggia borbonica di Quisisana, di pari passo con la creazione del museo archeologico dei reperti dell'antica Stabiae. Infine, avrò cura di dare voce alle periferie, in particolare ai residenti nell'area di Varano, per i quali è necessario definire una storia abitativa ed evitare che restino in bilico tra l'opportunità di rimanere e la necessità, tutta da verificare, che debbano lasciare le loro case. Potrei soffermarmi a lungo su tutta una serie di altre iniziative atte a migliorare le condizioni di vita degli stabiesi, ma per adesso mi limito a promettere il mio massimo impegno al fine di contribuire alla formazione di un governo cittadino forte che possa dare fiducia all'intera città e possa restituire a Castellammare il decoro e la dignità che merita».