Un agglomerato di case per i diportisti di Marina di Stabia in luogo dei vani residenziali a mercato libero. Saranno 120 le villette destinate agli ospiti del porto turistico, che attraccheranno con i mega e giga yacht in uno dei luoghi più suggestivi di tutto il Mediterraneo. Un nucleo turistico-ricettivo extralberghiero che prenderà il posto delle case inizialmente previste nella variante progettuale presentata dalla proprietà di Marina di Stabia nel dicembre 2019. In linea con le indicazioni espresse dal consiglio comunale, recepite dalla proprietà in occasione della conferenza di servizi preliminare dello scorso 30 settembre, i vani residenziali sono stati rimpiazzati con case “funzionali e strutturali alla mission del Marina”, tenendo presente anche che il Contratto d’Area che regola le procedure avviate negli anni ’90 per Marina di Stabia esclude l’ipotesi di realizzare case a mercato libero in quell’area. L’obiettivo dell’amministrazione comunale, in ogni caso, consiste nell’aprire finalmente il porto turistico alla città, mediante la realizzazione delle attese opere a terra, dal momento che la sola presenza delle opere a mare di fatto rende il porto turistico un’autentica oasi nel deserto, nonché un parcheggio per le imbarcazioni dei vip, destinate verso le isole e la costiera amalfitana. Il progetto complessivo, opportunamente rivisto, prevede la realizzazione, dunque, di 120 case con destinazione turistico-ricettiva extralberghiera, un hotel di lusso con più di 100 camere, un residence con 54 mini-appartamenti, nonché un parco urbano, negozi di vicinato e un anfiteatro. Un’opera di straordinaria importanza per rivitalizzare tutto il waterfront di corso Alcide De Gasperi e dare il via ad un effetto domino per la riqualificazione delle aree industriali dismesse del territorio. Sarà la conferenza di servizi in programma il prossimo 22 novembre ad esprimere i pareri sulla variante progettuale che passerà al vaglio di tutti gli enti preposti. Ma le premesse sembrano molto positive e l’impressione è che già in quella sede potrà arrivare l’ok per andare avanti e passare al prossimo step, in cui la variante progettuale sarà definitiva e si arriverà alla conferenza di servizi decisoria per chiudere il cerchio e avviare gli adempimenti per i lavori.
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