La realizzazione delle opere a terra di Marina di Stabia per dare impulso alla rigenerazione di tutto il waterfront di corso Alcide De Gasperi. Il risultato raggiunto ieri all’esito della prima conferenza di servizi preliminare rispetto alla proposta di variante progettuale presentata dalla proprietà di Marina di Stabia potrebbe segnare una svolta storica per la riqualificazione di un’ampia area industriale in cui le fabbriche dismesse costituiscono da decenni lo scenario che si dipana dinanzi agli occhi di tutti coloro che accedono in città dal fronte nord. La proprietà ha espresso chiaramente l’intenzione di adeguarsi alle indicazioni espresse dal consiglio comunale di Castellammare di Stabia in un ordine del giorno approvato lo scorso 27 luglio. Non ci saranno case a mercato libero, dunque, ma case vacanza, con la conversione del residenziale in turistico-ricettivo extralberghiero.
Una proposta che ha incontrato il gradimento di tutti gli enti presenti in sede di conferenza di servizi, che si riaggiornerà il prossimo 15 novembre, quando gli stessi enti dovranno esprimere il parere sulla proposta progettuale adeguata alle indicazioni del consiglio comunale. Un eventuale esito positivo della conferenza di servizi andrebbe ad accelerare notevolmente il percorso verso l’avvio delle attività. E soprattutto potrebbe innescare anche un effetto domino per tutte le altre realtà industriali dell’area nord. Il recupero di uno spazio importante, il porto turistico che si apre alla città, si appresta a diventare il volano di uno sviluppo di più ampio respiro, da cui potrebbero trarre spunto gli imprenditori che vorranno investire in quell’area.
C’è spazio e margine per fare turismo e per fornire servizi importanti ad una città che ha bisogno di recuperare quel waterfront per ampliare i suoi orizzonti e costruire un hub turistico a breve distanza da Pompei, con collegamenti agevoli con il centro cittadino e con la penisola sorrentina. Volumetrie da sfruttare, su cui costruire le solide basi della rinascita di Stabia. Un barlume di speranza in fondo al tunnel, per rivedere finalmente la luce.