Tre ore di confronto per trovare la quadratura del cerchio. Ma alla fine maggioranza e opposizione si spaccano sulle prospettive di sviluppo del territorio correlate al documento di pianificazione strategica dell’Autorità Portuale. Il consiglio comunale ha approvato oggi un ordine del giorno per prendere atto del documento strategico già approvato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. Ma a dare l’ok all’ordine del giorno sono soltanto i consiglieri di maggioranza, mentre viene bocciato un ordine del giorno alternativo presentato dall’opposizione. Piccole sfumature, ma significative per marcare una distanza divenuta incolmabile all’esito di una conferenza dei capigruppo che si è protratta per 4 ore, prolungando oltremodo un’interruzione inizialmente quantificata soltanto in mezz’ora. Le divergenze di vedute, interne sia al centrodestra sia al centrosinistra, generano uno strappo che invano i capigruppo hanno tentato di ricucire. E così a passare in aula con 13 voti è un ordine del giorno in cui il consiglio comunale spiega a chiare lettere la volontà di “garantire la salvaguardia della produzione del cantiere navale di Castellammare di Stabia e del suo indotto, valutando opportunamente le attività che possano prevedere una promiscuità con Fincantieri, che dovrà presentare un piano industriale che esprima con chiarezza la volontà di potenziare ed espandere il cantiere”. Allo stesso modo, i consiglieri hanno espresso “la ferma volontà di garantire la salvaguardia e la tutela degli operatori portuali, che hanno sempre svolto un ruolo fondamentale per la valorizzazione del centro storico e dell’area portuale, fornendo opportune garanzie sulle concessioni”. Il Piano Strategico, in particolare, rappresenta “un'occasione fondamentale di sviluppo per la città, un'opportunità che andrà a potenziare la vocazione turistica di Castellammare di Stabia, garantendo anche opportunità occupazionali per la città, l’accesso ai fondi strutturali e del PNRR e la previsione della realizzazione di una stazione marittima in diretto contatto e prosecuzione naturale del nostro centro storico verso il mare”. Sul fronte dell’opposizione, invece, è la promiscuità a non convincere, una soluzione “da evitare” all’interno di alcune osservazioni che delineano anche la collocazione dell’eventuale stazione marittima “nella zona est dell’area portuale”.
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