Botta e risposta tra il sindaco Gaetano Cimmino ed il consigliere comunale di minoranza Tonino Scala. Messaggi e risposte veicolati sui social, dove ormai la politica trova terreno fertile per alzare polveroni e distrarre la città dei veri e tanti problemi che l’affliggono.
«Questa amministrazione comunale ha sbloccato i contributi per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici privati, destinati a 8 persone con disabilità» annuncia Cimmino ricordando che tali fondi erano bloccati dal lontano 2006. «Probabilmente mancava la volontà di portare avanti procedure normali ed ordinarie. E coloro che ne avrebbero beneficiato sono stati completamente dimenticati».
E la replica di Scala, piccata ed ironica, non si è fatta attendere. «Lui ha vinto le elezioni, deve governare la città, risolvere i problemi e far arrivare fondi a Castellammare. Non lo ha ancora capito? Chi non comprende le norme basilari della democrazia, ho i miei dubbi che possa far bene il suo mestiere dopo il mandato che i cittadini gli hanno conferito. Hai recuperato fondi? Bene, benissimo, hai fatto ciò che dovevi fare: sei il sindaco, ti ringrazio. Nulla di straordinario però nel recuperare fondi, è l’ordinario di una città che necessità di ordinario e soprattutto di straordinario. Mi dispiace che nonostante la giovane età, soffra della sindrome del pressapochismo e del qualcunaltrismo non riuscendo a vedere le tante lacune che dopo diciotto mesi di amministrazione iniziano a pesare anche sul suo groppone». E quindi si parte con le critiche, su fatti reali. «La città è sporca come non mai – sottolinea il consigliere di Liberi e Uguali - , il territorio è fermo e lui continua su questa strada? Le ombre a dire il vero, le getta lui, non governando i processi, non governando la città, facendosi scorrere addosso tutto e non affrontando né l’ordinario, né lo straordinario, figuriamoci la programmazione vista la non visione di città. Mi auguro nell’interesse suo e della città che prima o poi comprenderà che le elezioni le ha vinte e che deve governare. Se poi le letterine, il controllo lo vuole fare lui, bene si dimetta e torni a scrivere. Caro Gaetano, sindaco e amico mio, leggi cosa dicono i commercianti questa mattina, vedi cosa hanno fatto i comuni viciniori da Lettere a Sant’Antonio Abate in occasione del prossimo Natale, non parlo di Sorrento che altra storia, e scrivitela tu la letterina, se proprio vuoi scrivere».
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