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Castellammare - Lettera ai cittadini ... e al sindaco: ''dimettiti''

A scriverla il consigliere comunale avv. Salvatore Vitiello.

tempo di lettura: 7 min
29/03/2015 00:00:39
Castellammare - Lettera ai cittadini ... e al sindaco: ''dimettiti''

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera ai cittadini stabiesi del consigliere comunale avv. Salvatore Vitiello:

 

            La scrivo, questa lettera, come la si può scrivere, in uno dei momenti più gravi della vita cittadina, da stabiese agli Stabiesi.

            Lo dico, questo, per evidenziare subito che questa mia iniziativa non cela nulla che possa coincidere con la voglia di portare acqua al proprio mulino politico e, più che mai, al mio essere Consigliere comunale.

            Con questa premessa il mio pensiero corre allo sconquasso economico e sociale provocato da una Amministrazione civica non solo inadeguata e priva di ossatura, ma anche incapace di reggere il confronto con le complesse problematiche della Città.

            Il manifesto funebre, riportato a notevole dimensione, da Il Mattino del 26 Marzo scorso, ne è la prova provata e, con il suo raggelante contenuto, non può che essere inteso come un forte richiamo alla riflessione, da una parte, e all'azione, dall'altra.

            Non si può, infatti, non riflettere sulla gravità e sulla consistenza delle accuse indirizzate, non solo dai Sindacati dei termali, al Sindaco in prima persona.

            Accuse che gravano pesantemente sulla fine rovinosa delle Terme di Stabia e, come tali, inducono a ricordare, come motivo saliente dello sfascio, l'altezzosità e la supponenza con cui il Sindaco ha gestito l'intera vicenda della procedura concordataria, sfociata - ahinoi! - nella dichiarazione di fallimento pronunciata dal Tribunale, sottraendosi ad ogni confronto e rimanendo sordo ad ogni proposta diversa da quelle partorite ... non solo dalla sua testardaggine.

 

            Tutto ciò con il corresponsabile avallo di una maggioranza che nell'uomo solo al comando pensa di trovare il salvifico alibi per la coscienza dei propri componenti e la comoda copertura per la sua interessata sudditanza, pavida e indice di una completa inefficienza politica e amministrativa.

            E' senz'altro facile, e anche grottesco, parlare, ora, dall'interno della Giunta, con il Senno del Poi; senno del quale, come si suol dire, è diffusamente lastricata la strada che porta all'inferno.

            Non serve a nulla; né per la ricerca di una pur facile giustificazione rispetto alle cose poste in essere, specialmente quelle prodotte in pieno regime di ostentata autosufficienza; né a riabilitarsi e né tampoco a distinguersi di fronte ai lavoratori!

            Così come è inutile abbaiare alla luna mettendo in fila le scelte, le azioni, i comportamenti politici e istituzionali di coloro che, da ben quattro lustri (!!!), hanno avuto la responsabilità del Governo cittadino, sino all'ultimo guidato da Nicola Cuomo che, superando in lunghezza il limite di una boriosa disinvoltura e senza rispetto per la stessa dignità dei lavoratori termali, li estrapola dalla somma dei loro gruppi familiari - si badi, circa quattrocento persone - osando affermare con inusitata spocchia che "cento di loro non sono la Città".

            E, invece, essi sono la Città! Come della Città è il patrimonio termale; quello di tante acque medicamentose che qualcuno, interessatamente (sic!), cerca di dimezzare nel numero delle sorgenti e che costituisce un bene eccezionale per la Salute degli utenti, di ogni Paese e di ogni razza se è vero che già Plinio ebbe con indubbia perspicacia a definirle " Creationis Gloria, Humanitatis Salute ".

            Il grido di vendetta di questo inestimabile patrimonio naturale non può quindi e non deve cadere nel vuoto ed io sono tra la moltitudine di coloro che la pensano in questo modo.

            La storia della nostra Città concorre positivamente a convertire questo pensiero nella certezza di potercela fare; facendo leva, in primo luogo, sulla straordinaria capacità degli Stabiesi a rialzarsi e a riprendere il cammino dopo ogni caduta; sia quella provocata da calamità naturali, sia quella prodotta dall'insipienza e dalla scelleratezza degli uomini.

            C'è, però, una condizione perché la ripresa, la riparazione dei danni economici e sociali, il rilancio delle attività produttive e la costruzione di un futuro migliore, soprattutto, per i giovani, abbiano a realizzarsi.

            La condizione è che l'opera di sgombero delle macerie, di ricostruzione del lacerato tessuto urbano e di intelligente valorizzazione delle risorse ambientali, culturali e turistiche della Città abbia un protagonista diverso da Nicola Cuomo.

            A chi, come ho potuto nondimeno verificare, crede ancora in un suo possibile ravvedimento, io dico, senza alcun richiamo alle teorie freudiane, che il soggetto non è, strutturalmente, suscettibile di cambiamento!

            Lo dimostra anche il modo come ha chiesto aiuto alla Regione. In autoritaria e improvvida solitudine; mentre sarebbe stato più efficace coinvolgere tutte le forze presenti in Consiglio Comunale che di buon grado, i Moderati tra queste (!), avrebbero offerto un incondizionato contributo di comportamenti e di idee!

            E per quanto riguarda la Regione non riesco a tacere come abbia preferito sprecare la opportunità di creare con la stessa, nell'interesse della Citta', una feconda intesa operativa pur di assecondare la famelica richiesta di poltrone dei suoi sostenitori.

            Allora dico che non c'e più tempo da perdere per passare, come ho inteso recepire dal manifesto funebre, all'azione!

            Come fare? Fiancheggiando nella loro manifestazione di domani, i lavoratori termali e quelli degli altri settori in crisi; sostenendo la loro causa che è la causa della Città; manifestando, insieme, in maniera civile, democratica e corretta; dando forza al loro coro perche sia udibile dai piani alti di Palazzo Farnese, la richiesta già da loro avanzata senza infingimenti: SINDACO, DIMETTITI!

29 Marzo 2015

                                                                                              Avv. Salvatore Vitiello

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