Principale artefice della rinascita delle Terme Stabiane, il consigliere regionale Alfonso Longobardi ha ripercorso le tappe di un iter culminato nella recente riapertura di un complesso termale che per anni era stato lasciato nel più totale degrado e abbandono. Longobardi ha sottolineato quanto l'entusiasmo e il desiderio di riscatto siano le componenti trainanti di un progetto che punta a restituire a Castellammare la dignità che merita.
«Posso affermare che finalmente è stata sdoganata la figura del politico che dopo la campagna elettorale finisce per mantenere il suo status symbol - ha affermato Longobardi -. Oggi i politici devono recarsi in loco e rispondere personalmente alle esigenze del territorio e della cittadinanza. Nei mesi scorsi ho avviato un progetto chiamato “Ascolto del Territorio”, nell'ambito del quale ho avuto un primo contatto telefonico con l'allora commissario prefettizio Claudio Vaccaro in merito ad un possibile resoconto della situazione delle Antiche Terme, ipotizzando per esse un percorso finalizzato alla riapertura. Dopo aver programmato con Vaccaro i dettagli del piano, ho avuto modo di discuterne con l'attuale sindaco Antonio Pannullo, il quale mi ha palesato tutto il suo entusiasmo incoraggiandomi in questo percorso che oggi trova la sua straordinaria realizzazione. Sapevamo di dover ripartire da zero, ma attraverso il contributo dei responsabili regionali e dell'Asl, abbiamo anche recuperato le concessioni per le sorgenti ex Vanacore, riconsegnandole al Comune di Castellammare. Occorreva recuperare tutti i documenti relativi alle Terme Stabiane a partire dal 2005/06, motivo per cui ho trascorso ben 9 ore negli uffici. In questi mesi ho compiuto 15 accessi al Parco ed ho effettuato 7 riunioni al Comune e 8 vertici in Regione. Ho contattato personalmente il dottor Di Capua, il quale si è messo a disposizione gratuitamente per questa causa. Di idrologi in giro ce ne sono pochissimi e lui è uno dei più preparati in assoluto. L'entusiasmo è stato il nostro motore per raggiungere questo risultato storico per Castellammare, tornata a fregiarsi dell'appellativo di “Città delle Acque” grazie alle concessioni per le fonti ex Vanacore e al fondamentale contributo dell'amministrazione, che ha creduto fino in fondo nel progetto. Il lavoro di squadra paga sempre e la riapertura delle Antiche Terme ne è un'evidente dimostrazione».
Il consigliere regionale ha poi evidenziato il potenziale straordinario di cui gode la città, sottolineando la necessità di non sprecare un'occasione storica per il rilancio dell'economia e del turismo nel territorio. «Castellammare è una delle città più belle d'Europa - ha spiegato con convinzione Longobardi - e dispone di risorse uniche a livello planetario. Di questa terra dovrebbe parlare il mondo intero e le Terme devono costituire un asset strategico per la penisola sorrentina, per i Monti Lattari e per tutto il territorio circostante. Qui è in corso un'autentica rivoluzione socio-economica e bisogna cogliere tutte le opportunità in questo momento cruciale. Adesso o mai più».