Domani il consiglio comunale, ma Cuomo potrebbe dimettersi prima.
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ph Francesco Cascone
Delibere di giunta ‘doppione' per la messa in liquidazione di Sint con firme diverse che poi vengono riposte nel cassetto, la restituzione delle Antiche Terme di Stabia al Comune tenuta all'oscuro di tutti, e l'inclusione dello stabilimento termale di piazza Amendola nel piano triennale delle opere pubbliche che, di fatto, ha chiuso le porte alla possibilità di un project financing di imprenditori privati per la riapertura delle attività. E' tutto qui il terreno di scontro tra il sindaco Nicola Cuomo e il capogruppo del Pd Francesco Iovino. Quest'ultimo nelle ultime ore, oltre a diffondere un comunicato stampa con cui replica alle accuse arrivate da Cuomo circa l'assenza in aula nell'ultimo consiglio comunale, ha diffuso un dossier che sbugiarda lo stesso primo cittadino. Nei giorni scorsi Cuomo si era affannato a mettere a tacere e a smentire categoricamente alcune voci che lo volevano firmatario di una delibera di giunta per la messa in liquidazione della Sint, partecipata comunale che gestisce il patrimonio immobiliare del Solaro. Ed, oggi, i documenti diffusi dal capogruppo dei dem Iovino fanno pensare l'esatto contrario. Si tratta di due delibere di giunta ‘fotocopia' che predispongono la proposta al consiglio comunale per la messa in liquidazione di Sint: riportano entrambe la data del 20 marzo 2015, ma una risulta firmata dai soli assessori Giusy Amato e Alessio D'Auria mentre all'altra vi è apposta anche la sigla del primo cittadino Cuomo. Delibere poi rimesse nel cassetto. A testimoniare la presenza di Cuomo alla riunione di giunta il ‘brogliaccio' che riporta i nomi dei presenti in quella stessa data (Cuomo insieme agli assessori Cianciulli, Amato, Danges e D'Auria) ed le attività svolte (tra cui anche il piano di razionalizzazione delle società partecipate che include l'ipotesi di messa in liquidazione di Sint). Tradotto in soldoni: il sindaco stabiese sapeva bene della messa in liquidazione di Sint in quanto presente alla riunione di giunta. Ma non è tutto, il dossier Iovino mette in evidenza anche un altro provvedimento, questa volta riguardante lo stabilimento delle Antiche Terme. Un atto di trasmissione di verbale di consegna (indirizzato al dirigente del Patrimonio Aniello Di Maio, al sindaco Cuomo, agli assessori Cianciulli e Sanges) delle Antiche Terme da parte del commissario liquidatore di Terme di Stabia, Fulvio Sammaria, nelle disponibilità del Comune di Castellammare rappresentato dal dirigente del settore Urbanistica Lea Quintavalle. Sammaria ‘giustifica' la restituzione della struttura al Comune in quanto la società Terme di Stabia non può provvedere alla sorveglianza e evitare raid vandalici. Così il Comune si attiva e recluta una ditta privata per la sorveglianza: affidamenti di appalti che, invece, sono tutti antecedenti alla data del verbale di consegna delle Antiche Terme sottoscritto da Sammaria e il dirigente Quintavalle. Ma, in effetti, (e qui il mistero si infittisce) l'operazione in realtà è stata portata a termine nella data del 27 giugno 2014 ("...considerato che il complesso Antiche Terme è di proprietà dell'amministrazione comunale, con nota n. 27085 del 27 giugno 2014", si legge) ovvero proprio la data in cui il dirigente dell'Urbanistica dà l'ok al primo incarico di sorveglianza notturna ad una ditta privata. Tutto ciò solamente due settimane dopo la presentazione del piano di concordato al tribunale di Torre Annunziata per evitare il fallimento della partecipata Terme di Stabia. Poi le attenzioni vanne tutte sulle date riposte sul documento: protocollato il 18 settembre 2014 mentre dalle due pagine del testo si evince che il verbale di consegna è stato stilato il 12 settembre 2014. Nel piano concordatario, qualora fosse stato accolto dai creditori, la struttura delle antiche terme di piazza Amendola era fondamentale per ‘l'appetibilità' del bando di privatizzazione che poi sarebbe stato rivolto agli imprenditori.