Lo afferma il gruppo consiliare del PD. "O si cambia strada oppure si dia la parola ai cittadini".
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Il gruppo consiliare del Pd esprime sconcerto e rammarico per la condotta politica di Nicola Cuomo che, dopo le dimissioni dalla carica di primo cittadino, ha lavorato in maniera scientifica per isolare i consiglieri ed i partiti che avevano espresso ed esprimono, a partire dalla vicenda delle Terme, una posizione politica diversa.
"Al contrario ed in maniera irresponsabile - si legge in una nota stampa - ha ricercato e ricerca solo una maggioranza numerica, non disdegnando di "persuadere" consiglieri eletti nelle file del centrodestra. L'ultima riunione di quello che resta della maggioranza, con l'esclusione premeditata del gruppo consiliare del PD, rappresenta un episodio gravissimo, senza precedenti, che illumina e chiarisce definitivamente le reali intenzioni del Sindaco di andare avanti tradendo il vincolo fiduciario con gli elettori e con i partiti che lo hanno eletto. Il Sindaco ha tolto la fiducia alla coalizione di centrosinistra che lo ha sostenuto in maniera determinante alle ultime elezioni. Le dimissioni, seppur tardive, potevano essere il gesto per ricostruire le ragioni del dialogo e dell'unita', il Sindaco le ha trasformate in una sorta di resa dei conti finale con chi ha deciso di non chinare più' il capo ai diktat ed ai capricci di un uomo solo al comando. Nell'ultimo Consiglio Comunale - prosegue la nota del gruppo consiliare del PD - con il mandato del nostro partito, abbiamo approvato con Sel,Idv ed il voto responsabile dell'opposizione un ordine del giorno sulla crisi profonda che ha travolto le Terme, con l'indicazione di una possibile via d'uscita nell'interesse dei lavoratori e della città. L'avv. Cuomo il giorno dopo, senza alcun rispetto per le Istituzioni, ha intrapreso una strada completamente diversa, che espone anche la Sint al fallimento, con la possibile perdita del patrimonio immobiliare termale. La città' e' allo sbando più' totale: illegalità diffusa, traffico fuori controllo, parcheggio selvaggio, rifiuti ed erbacce, depressione economica; a questo quadro devastante dobbiamo aggiungere il rischio reale, per l'inerzia e l'inadeguatezza di questa Amministrazione, di perdere 20 milioni di euro: i lavori di Corso De Gasperi, fermi per oltre un anno, procedono a rilento, il rifacimento della villa comunale non parte, la gara per la messa in sicurezza del Monte Faito non e' stata ancora pubblicata, se queste opere cosi' importanti e strategiche per il futuro della città non saranno completate e rendicontate entro la fine del 2015 non solo perderemo queste ingenti risorse economiche ma realizzeremo altri debiti fuori bilancio capaci determinare un altro dissesto finanziario dell' Ente. Siamo convinti che lo scioglimento anticipato del Comune rappresenta un trauma, ma continuare così e' un puro suicidio per la città' e per il centrosinistra. Dopo due anni il giudizio della città' non e' positivo, e questo e' il vero punto di caduta e di lettura della crisi che ha portato il Sindaco a dimettersi. L'azione di governo del Sindaco e' inadeguata, o si cambia strada oppure si dia la parola ai cittadini" conclude la nota.