Asfaltata dopo anni di estenuanti richieste, via Galeno è oggi oggetto di scavi per la stesura dei cavi in fibra ottica.
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Ancora una volta, nostro malgrado, ci tocca segnalare ennesimi lavori ad opera di Ditte o Imprese che operano sul territorio Comunale in maniera quanto mai dubbia. Proprio qualche giorno fa si sono conclusi i lavori di rifacimento del manto bituminoso in Via Galeno ed ecco che come al solito si presenta una Ditta per eseguire lavori di scavo nella stessa strada. Lavori di posa dei cavi a fibra ottica.
"Esistono delle specifiche procedure in questi casi - dice il consigliere comunale Giuseppe Giovedi - Quando si prevedono lavori stradali, si convocano tavoli di servizio, coinvolgendo le varie società di utenze per capire, prima di asfaltare una strada, se sulla stessa sono in programma lavori di scavo. Per asfaltare via Galeno ci sono voluti anni, ed ora che finalmente si era riusciti a dare un po' di dignità ai numerosissimi residenti della zona, ecco che si vanifica tutto con lavori di scavo per posare i cavi della fibra ottica. L'impegno di Sanges di multare le ditte che non ripristinano ad opera d'arte il manto stradale lascia il tempo che trova. Il problema più importante, infatti, è quello di non creare disservizi ai cittadini".
Sulla vicenda è intervenuto, ancora una volta, anche Enzo Guadagno, presidente dell'associazione Città Viva. "Premesso che abbiamo notato che i lavoratori non indossano la prescritta etichetta identificativa, con la descrizione del loro ruolo e la denominazione dell'impresa che esegue i lavori (il che ci crea qualche dubbio sulla regolarità degli stessi), ci chiediamo se almeno gli uffici Comunali preposti ai controlli di rito abbiano verificato se esistano le condizioni di sicurezza minime a tutela dei cittadini con la compilazione e sottoscrizione del Documento unico di valutazione dei rischi, se il cantiere sia stato adibito ai sensi delle leggi e delle norme vigenti e se vengono rispettati i regolamenti attinenti ai lavori da eseguirsi in ambito Comunale. Altra considerazione: come è possibile che si accavallino tutti questi interventi non tenendo conto del fatto che appena completata un'opera, la stessa venga dopo due giorni demolita? Per curiosità, abbiamo chiesto ad un Signore, qualificatosi come capo cantiere, ma che è voluto rimanere anonimo, se la pavimentazione bituminosa sarà ripristinata interamente. Quest'ultimo, in prima battuta affermava che, secondo indicazioni del locale Ufficio Tecnico, avrebbero dovuto effettuare solo rappezzi. Affermazione poi corretta e smentita non appena abbiamo fatto presente che obbligo delle Imprese che operano sul territorio Comunale è rifare interamente il manto bituminoso su tutta la strada. Numerosi cittadini inoltre, segnalavano che non si era notata alcuna presenza da parte di tecnici comunali per i controlli di rito. Facendo quindi seguito alla nostra precedente segnalazione, chiediamo ancora una volta, come cittadini, di sapere se i danni provocati da questi lavori (cavi di alimentazione elettrica tranciati, lampioni isolati, tubi di acqua corrente tranciati ecc. ecc.) siano stati eseguiti in danno alle ditte che li hanno causati e con quali procedimenti amministrativi. Chiediamo inoltre che finisca il cattivo uso che si fa del territorio, dove di fatto chiunque viene a fare lavori, scava, scassa con la certezza che poi ci pensano i cittadini, con le loro altissime tasse comunali dovute al dissesto finanziario, alle riparazioni. Alla Procura Generale della Corte dei Conti cui si scrive per competenza, si chiede di verificare se, a causa del comportamento degli organi comunali su queste vicende, ci sia stato danno erariale e a causa di chi". Tutto ciò è stato messo nero su bianco in una lettera inviata al sindaco di Castellammare, Nicola Cuomo, e all'assessore ai lavori pubblici Antonio Sanges.
Emblematica poi la situazione a via D'Annunzio. Una strada che due anni fa fu asfaltata solo a metà, poi oggetto di scavi a più riprese da parte di varie ditte. Oggi è un percorso ad ostacoli, tra buche ed auto in sosta selvaggia.