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Castellammare - L'atto ricognitivo per la Sint tarda ancora, aleggia lo spettro della liquidazione incontrollata

Ad influire è anche il ritardo nella nomina del nuovo dirigente al settore economico-finanziario. Il termine del 30 settembre non è perentorio ma cruciale per determinare l'inibizione del socio pubblico dall'esercizio dei diritti sociali nei confronti delle singole società.

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Lo spettro della liquidazione incontrollata e il rischio di tenere in bilico il patrimonio immobiliare delle Nuove Terme aleggia su Palazzo Farnese. Il ritardo nella nomina del nuovo dirigente al settore economico-finanziario, entrato in carica soltanto il 25 settembre poiché la determina dirigenziale per l'assunzione dello scorso 10 agosto è stata pubblicata soltanto l'8 settembre, ha impedito alla giunta di mettere a punto l'atto ricognitivo per la Sint, la partecipata comunale che detiene il patrimonio immobiliare del complesso del Solaro, gravata da un'imponente mole debitoria ridotta soltanto in parte con la vendita di alcuni cespiti, la rottamazione delle cartelle Equitalia e la rinegoziazione del debito con Mps. Nel piano di razionalizzazione previsto dalla riforma Madia, d'altra parte, ogni pubblica amministrazione deve individuare le società “fuori-regola” da dismettere o liquidare entro i 12 mesi successivi e le amministrazioni sono obbligate ad adottare i provvedimenti motivati di ricognizione entro il 30 settembre 2017, un termine non perentorio ma cruciale per determinare l'inibizione del socio pubblico dall'esercizio dei diritti sociali nei confronti delle singole società.


Il Comune, in pratica, finché non sarà messo a punto l'atto ricognitivo per la Sint non potrà prendere parte alle assemblee dei soci, né avere voce in capitolo se dovesse pervenire un decreto ingiuntivo che renderebbe necessaria la messa in liquidazione in assenza degli atti previsti dalle norme per la tutela della partecipazione. La vicenda delicata sarà dunque nelle mani del nuovo dirigente Antonio Verdoliva e dell'assessore Daniele Pesenti, con delega alle partecipate, al primo vero banco di prova del suo mandato. Ma intanto il tempo scorre e ogni giorno che passa potrebbe esporre il Comune all'eventualità di incappare nella tagliola della Madia, eludibile soltanto in seguito all'approvazione dell'atto in consiglio comunale al termine di un iter che si preannuncia tutt'altro che breve.


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mercoledì 11 ottobre 2017 - 19:27 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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