Il mare non è uno sfondo: è la prima infrastruttura di Castellammare di Stabia. E proprio dal suo affaccio più iconico parte la nuova scommessa dell’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, che ha sbloccato oltre un milione di euro per ridisegnare il waterfront della villa comunale, nel tratto tra la banchina Zì Catiello e il rivo Cannetiello.
Il progetto definitivo non è ancora pubblico, ma l’indirizzo politico è netto: riorganizzare gli spazi, aumentare le superfici drenanti e dare continuità a un lungomare oggi segnato da discontinuità tra sabbia, verde spontaneo e percorsi pedonali. L’obiettivo è trasformare l’arenile urbano in una passeggiata ordinata e funzionale, capace di tenere insieme balneazione, fruizione libera e qualità paesaggistica.
La villa comunale è il cuore turistico della città, tornato centrale dopo il recupero della balneabilità. Intervenire qui significa agire sul simbolo più visibile, ma anche sul più delicato. Non è solo una questione estetica: è un tema di utilizzo degli spazi pubblici, di accessibilità, di equilibrio tra natura e organizzazione urbana.
Sul fondo resta anche un’idea più ampia di espansione e valorizzazione dell’area a mare, evocata negli anni scorsi dall’ex presidente della Regione Vincenzo De Luca. Per ora, però, la priorità è una: passare da un lungomare adattato nel tempo a un lungomare finalmente progettato.
Se il progetto saprà coniugare visione e concretezza, Castellammare potrà non solo riqualificare un tratto di costa, ma ridefinire il proprio rapporto con il mare, trasformandolo in leva stabile di sviluppo urbano, sociale ed economico. La sfida sarà rispettare identità e paesaggio, evitando interventi episodici e puntando su una strategia coerente e duratura.
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