Ancora senza commissario, i democrat continuano nella loro battaglia interna.
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Volano gli stracci nel PD . Certo ridurre tutto ad una guerra tra bande sarebbe riduttivo. Le armi che ciascuno usa in questa stagione politica non sono convenzionali. L'obiettivo di ciascuna delle parti in campo, come in un Risiko 2.0 della politica, è distruggere le armate nemiche. La guerra di comunicati è indice di una battaglia senza esclusioni di colpi dove le parole pesano e sono pesate come macigni e non sono nascoste dal solito enigmatico politichese. In campo la partita grossa non è il futuro di questa amministrazione segnata ormai da un inarrestabile declino. La inutile, spasmodica, irrazionale ricerca del Sindaco di trovare il tredicesimo uomo è solo il colpo di coda di un'amministrazione abbandonata da tutti, in primis dal PD regionale e provinciale. Avessero avuto a cuore il futuro non avrebbero aspettato così tanto tempo a nominare un commissario autorevole, capace di sedere tutti attorno ad un tavolo e farli rialzare allorché si fosse trovato il bandolo della matassa. Si prenda atto che la partita si gioca esclusivamente in città. E come dicevamo la posta in palio è molto più grossa. La leadership nei prossimi anni del PD su tutta l'area stabiese in senso ampio, comuni vicinori compresi. Da una parte Cuomo e quel che ne resta della sua maggioranza, dall'altra un mondo eterogeneo di diversa provenienza ma di comune prospettiva generazionale e territoriale. Da una parte un uomo che insegue da anni un consolidamento politico,memore dei fasti familiari di un tempo ma incapace di farne tesoro e vittima di se stesso, della sindrome della autosufficienza se non della onnipotenza. Dall'altro un manipolo di trentenni e quarantenni che sebbene già esperti e dotati di un sostrato politico non indifferente si trovano davanti ad una sfida, oggi più grande di loro che potrebbe rappresentare la loro fortuna o la loro tomba politica. Se questi ultimi saranno capaci di raccogliere la sfida mettendo da parte personalismi ed appartenenze, allora non c'è partita. Il futuro è loro, ai voglia Cuomo a trovare il tredicesimo. Di converso, dovessero fallire, anche nei prossimi anni, la città sarebbe terra di conquista e vivacchierebbe con amministrazioni di corto respiro come l'attuale. La sfida è aperta, apertissima, i giocatori allenati e pronti. Ci sarà un vinto e un vincitore e difficilmente saranno fatti prigionieri. Chi vincerà ? Certo, il futuro ha sempre più tifosi del passato!