“Leggo insulti e attacchi personali che arrivano da una fetta del Movimento. Poi ci si chiede perché il Pd sale e noi scendiamo”. In occasione della sua visita odierna allo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio bacchetta Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, con cui si è creata una frattura ormai insanabile da diversi mesi. Due correnti in contrapposizione per la leadership dei pentastellati, che hanno incassato di recente una sonora sconfitta nell’ultima tornata elettorale alle amministrative. “Ho aperto in questi giorni un dibattito su temi importanti e ho ricevuto insulti personali. - evidenzia Di Maio - Temo che il Movimento possa diventare la forza politica dell’odio. Siamo disorientati, perché al posto dei temi si prediligono gli attacchi personali”.
Di Maio entra poi nel dettaglio e sottolinea i limiti del Movimento 5 Stelle, attualmente guidato da Conte. Una forza politica che, spiega il Ministro, “non ha ben chiare le ricette per le partite Iva, per i lavoratori e per il futuro del Paese” e soprattutto “vuole inserire, nella risoluzione che presenterà il presidente Draghi in Consiglio europeo, frasi che disallineano l’Italia dall’alleanza Nato, dall’Unione Europea e dagli scenari internazionali che vedono impegnato il Paese”. Un atteggiamento che “non rappresenta certo una prova di maturità” e che, sostiene Di Maio, “strumentalizza la figura del premier”. L’ultima stoccata riguarda l’ipotesi del terzo mandato per i parlamentari grillini. “Oggi stiamo arretrando e ci stiamo radicalizzando. Inviterò gli iscritti al Movimento a votare secondo i principi del nostro statuto. Altrimenti, anziché guardare al 2050, torniamo indietro”.
Riguardo alle esigenze del cantiere navale, Di Maio non si sbilancia sulla promessa di investimenti per 70 milioni di euro, di cui aveva parlato tre anni fa in occasione del varo della nave Lhd Trieste, ma assicura “il massimo impegno per la valorizzazione dello stabilimento e delle maestranze”.
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