Un’inaugurazione può essere un punto di arrivo, ma anche – e soprattutto – un punto di partenza. A Castellammare di Stabia la riapertura di Largo Salita Piazza Grande si inserisce in un percorso che non può esaurirsi nel singolo intervento, ma che chiama in causa una visione più ampia: quella della rigenerazione complessiva del centro storico. Perché il cuore antico della città continua a convivere con criticità evidenti: edifici degradati, spazi urbani discontinui, infrastrutture da recuperare e un patrimonio storico e sociale che chiede di essere rimesso al centro. Non si tratta solo di riqualificare piazze o restituire decoro, ma di immaginare una città che torni a vivere le sue strade, le sue identità e le sue tradizioni. Il vero nodo resta però il rapporto con il fronte mare. Un patrimonio naturale e paesaggistico straordinario che oggi appare ancora frammentato, segnato dalla presenza di fabbricati fatiscenti o inutilizzati che interrompono la continuità tra città e costa. La sfida, sempre più evocata nel dibattito pubblico, è quella di un recupero progressivo che possa passare anche attraverso demolizioni mirate e la restituzione di spazi aperti alla collettività. In questo senso, l’inaugurazione rappresenta un segnale, ma non può essere un punto isolato. Serve una strategia di lungo periodo capace di mettere insieme urbanistica, cultura, economia e identità. Un percorso che tenga insieme la riqualificazione fisica e quella sociale, perché nessun intervento infrastrutturale può avere pieno senso senza un rilancio del tessuto umano e produttivo. Il centro storico di Castellammare è da decenni al centro di aspettative di riscatto mai del tutto compiute. Oggi, più che mai, la sfida è trasformare i singoli interventi in un progetto organico di rigenerazione urbana. Un processo lento, complesso, ma necessario per restituire alla città una nuova centralità nel panorama stabiese e metropolitano.
Il tecnico gialloblù elogia i suoi giocatori, analizza le difficoltà societarie e ricorda le vittime della Funivia del Monte Faito a un anno dalla tragedia.