Non solo mare: Castellammare di Stabia prova a ridisegnare la propria identità turistica puntando sempre di più sulla cultura. Un percorso già avviato da anni, che oggi si rafforza con una rete di siti archeologici e museali inseriti nel circuito del Parco Archeologico di Pompei e con nuovi spazi espositivi capaci di attrarre visitatori.
Le ville romane di Villa Arianna e Villa San Marco, insieme al Museo Archeologico Libero D’Orsi, rappresentano da tempo punti di riferimento per il turismo culturale stabiese. A questi si è aggiunta recentemente l'inaugurazione del museo civico nella Reggia di Quisisana, che si consolida sempre più come hub culturale della città, dopo l’apertura del museo Libero D’Orsi nel 2020.
Un patrimonio diffuso che racconta la storia antica del territorio e che offre nuove opportunità di sviluppo, ma che pone anche sfide importanti per l’amministrazione comunale. L’obiettivo è riuscire a integrare il turismo balneare con quello archeologico e museale, costruendo un sistema capace di valorizzare entrambe le vocazioni.
Il nodo principale resta quello dei collegamenti. Attualmente i siti culturali non sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici e risultano accessibili soprattutto in automobile. Un limite che incide sulla fruizione complessiva, nonostante l’impegno del Parco Archeologico di Pompei, che ha attivato da anni un servizio navetta collegando Pompei agli altri siti, tra cui quelli di Stabia.
Con l’estate alle porte e una ritrovata balneabilità che negli ultimi anni ha rilanciato l’attrattività della costa, la città è chiamata a compiere un ulteriore salto di qualità. La sfida è costruire un’offerta integrata, capace di accompagnare turisti e visitatori lungo un percorso che unisca mare, storia e cultura, rendendo Castellammare una destinazione fruibile a 360 gradi.
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