A Castellammare l’estate volge al termine, ma la partita sul mare è appena cominciata. Perché mentre gli ultimi bagnanti lasciano la spiaggia libera del lungomare e sulle spiagge di Pozzano si spengono gli ombrelloni, resta sul tavolo una domanda: che idea di mare vuole avere Castellammare?
Da una parte ci sono le inchiesta sul campo del deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, che ha scelto il litorale stabiese come uno dei terreni della sua crociata contro barriere, ostacoli all’accesso alla battigia e servizi contestati. Dall’altra c’è la spiaggia libera del lungomare, forse il simbolo più concreto del nuovo rapporto tra la città e il suo mare: gratuita, ampia, accessibile a tutti, con servizi e infrastrutture da potenziare.
Sono due facce della stessa questione. Perché restituire il mare ai cittadini non significa soltanto togliere un cancello o garantire qualche metro di battigia. Significa costruire un sistema nel quale il privato possa fare impresa, nel quale il demanio non rappresenti uno spazio privato e il pubblico possa offrire una spiaggia libera che sia davvero dignitosa, sicura, attrezzata e accessibile.
Ed è qui che il commissariamento introduce un elemento nuovo. La commissione straordinaria potrebbe trovarsi davanti ad un dossier che non riguarda soltanto l’estate appena trascorsa, ma il futuro del litorale. C’è il PAD approvato dalla precedente amministrazione, con una quota significativa di arenile destinata alla libera fruizione. C’è il tema delle concessioni, che potrebbe entrare nella fase decisiva con le nuove procedure di gara. E c’è soprattutto la necessità di decidere se quel Piano rappresenti ancora la strada da seguire o se abbia bisogno di correzioni.
La questione, insomma, non è più spiaggia libera contro lidi. È capire quale equilibrio Castellammare voglia costruire tra diritto al mare, turismo, imprese, servizi e tutela del bene pubblico.
Dopo decenni nei quali il mare è stato quasi un elemento estraneo alla città, Castellammare ha finalmente ricominciato a guardarlo come una risorsa. Adesso bisogna evitare di sprecarla.
I commissari avranno davanti mesi delicati: controllare, programmare, mettere ordine, preparare le scelte che la futura amministrazione dovrà poi assumere. Potrebbero non essere loro a decidere il modello definitivo, ma saranno loro a preparare il terreno.
E forse è proprio questa la vera sfida dell’ultima estate: non limitarsi a stabilire chi può mettere un ombrellone sulla spiaggia, ma decidere il rapporto tra mare e cittadini.
Perché Castellammare, oggi, non deve più conquistare soltanto la balneabilità del suo mare. Deve conquistare un modo nuovo di viverlo.
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