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Castellammare - La ricetta di Vozza per il rilancio della città: «Un patto per la cultura e per lo sport»

L’ex sindaco guarda già al 2024 e intanto ipotizza lo scenario in prospettiva: «Utilizzare i fondi a disposizione per Antiche Terme e centro storico, insistere con la Regione per non disperdere il patrimonio del Solaro e realizzare le opere a terra di Marina di Stabia».

tempo di lettura: 4 min
di red
12/11/2022 12:16:34
Castellammare - La ricetta di Vozza per il rilancio della città: «Un patto per la cultura e per lo sport»

Un patto per la cultura e per lo sport per costruire il futuro di Castellammare a partire dalle infrastrutture immateriali. E’ questa l’idea di città che Salvatore Vozza, già sindaco tra il 2005 e il 2010 e nuovamente in rampa di lancio verso il 2024, ipotizza per rivitalizzare una città schiacciata dalla crisi economica e dalle speranze disattese dalla classe dirigente politica, in una fase storica in cui al Comune ci sono i commissari straordinari, chiamati a ripristinare la legalità a seguito dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. “Il lavoro per costruire il futuro di Castellammare non ha senso se non tiene insieme due piani: accanto alle infrastrutture materiali va data pari importanza alle infrastrutture immateriali. - sostiene Vozza - Servizi alla cittadinanza, occasioni di socializzazione, luoghi e iniziative per fare cultura e dove poter fare sport, opportunità per lo sviluppo delle idee imprenditoriali devono andare di pari passo con la progettazione e la realizzazione delle infrastrutture materiali. Castellammare ha bisogno di un attento e prezioso lavoro di cura: cura di tutte le persone che la abitano, cura dell’ambiente, cura del suo futuro”.

La sfida del 2024, secondo l’ex sindaco, “deve puntare anche molto sulla possibilità di stringere un Patto per la Cultura e per lo Sport, con scuole, con forze e competenze che abbiamo in tutti i campi. Anche in questo caso insieme a un percorso strutturato e serio - che oggi può avvalersi di un’occasione in più, quale quell’offerta dalla Reggia di Quisisana, inaugurata nel settembre 2020 - servono anche gesti significativi che si possono fare: dalla necessità di non trasformare i locali in vendita del Supercinema in un supermercato o di lasciare ammuffire nei cassetti accordi, ipotesi e progetti per impianti sportivi. Casa del fascio completata e l’immobile del Supercinema da destinare a teatro e a spazio per eventi, potrebbero diventare, realizzando una sinergia tra queste due strutture, un Polo della cultura dislocato nel cuore della città”.

Vozza si sofferma anche sul lavoro della commissione d’indagine che ha stilato un dossier tra maggio e novembre 2021, sulla cui scorta il Prefetto di Napoli e il Ministro dell’Interno hanno avanzato la proposta di scioglimento. “Se è vero che non sempre le valutazioni contenute nelle relazioni dei commissari sono condivisibili (e a me è capitato di non condividerle) - sostiene Vozza - ho però sempre pensato che è sbagliato considerare la commissione di indagine come un atto punitivo nei confronti del sindaco e del Consiglio comunale. É piuttosto, uno strumento che aiuta a fare chiarezza, ad apportare correzioni, a interrompere, quando se ne accerta l’esistenza e la fondatezza, il malaffare e i condizionamenti da parte della criminalità organizzata”.

Il discorso passa poi sui temi cardine dello sviluppo della città, quelli che da decenni ormai sono al centro dell’agenda politica senza passi avanti significativi, anche per via dello scarso impatto degli enti sovraordinati. “Oggi la possibilità del bacino di costruzione per Fincantieri sembra ritornare insieme a un carico di lavoro importante, a progetti di formazione per giovani da assumere. - sostiene Vozza - È così? Se lo è, si tratterebbe di una svolta enorme per il futuro del cantiere”.

Poi il ragionamento passa sul porto e sul centro storico: “I silos si abbattono? Si realizza la stazione marittima? Si dispone di un piano per utilizzare le strutture le aree abbandonate? Ricordiamoci inoltre che per il solo rilancio delle Antiche Terme, nel Contratto istituzionale di Sviluppo, sono stati previsti 12 milioni di euro. Va colta, anche, in questo contesto così complesso l’opportunità offerta dal finanziamento di circa 7,7 milioni di euro dei fondi del Pnrr per la rivitalizzazione del tessuto economico sociale del centro antico”.

 

 

Su Terme invece, Vozza sostiene che “è ora il momento di muoversi, prima che si arrivi all’asta. Si tratta di intervenire o per acquisire aree e immobili, ragionando in modo aperto sulle possibili soluzioni per l’utilizzo delle strutture termali. E ancora si chiede: la Regione e la stessa 8 Commissione straordinaria pensano che esistano le condizioni per intervenire? La richiesta, che si valuti questa strada, è stata ed è sostenuta da varie forze e realtà cittadine”.

 

E poi, infine, il ragionamento si sposta su Marina di Stabia e sullo sviluppo del waterfront sul versante nord: “Si faranno le opere a terra? - conclude Vozza - La città non può rinunciarvi e non può accettare che un porto moderno e considerato tra i primi in Italia continui a essere circondato da scheletri di ex capannoni. Qui, il punto non risolto di Marina di Stabia blocca, dopo l’illusione del Piano casa, lo sviluppo di Corso De Gasperi e condiziona le scelte circa l’utilizzo delle aree industriali dismesse per realizzare servizi, attività produttive e turistiche, spazi e attrezzature per i cittadini”.

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