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Castellammare - La rete delle interferenze negli uffici comunali: accessi senza filtri e vigilanza ridotta

Dagli accertamenti ispettivi emerge un Comune con controlli deboli e rapporti diretti tra politica e apparato amministrativo: il quadro che ha preceduto lo scioglimento del Consiglio comunale.

tempo di lettura: 2 min
06/08/2026 20:42:17
Castellammare - La rete delle interferenze negli uffici comunali: accessi senza filtri e vigilanza ridotta

Politici che entrano liberamente negli uffici tecnici, professionisti che seguono direttamente le pratiche amministrative, funzionari e dirigenti costantemente raggiunti da consiglieri e assessori, incontri che non vengono registrati, colloqui che non lasciano traccia e un sistema di controlli progressivamente svuotato dopo la fine della gestione commissariale. È questo lo scenario che emerge dagli accertamenti ispettivi sul Comune di Castellammare di Stabia e che costituisce una delle chiavi di lettura del provvedimento con cui il Governo ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale.

Dagli accertamenti prende forma un quadro che, secondo quanto emerso dagli accertamenti ispettivi, sarebbe stato strutturale e non episodico. L'attenzione non si concentra su un singolo appalto o su uno specifico procedimento amministrativo, ma sul funzionamento complessivo dell'ente: l'assenza di filtri con cui amministratori e soggetti privati accedevano agli uffici, la carenza di regole uniformi per disciplinare questi rapporti e di strumenti di tracciabilità e l'indebolimento dei meccanismi di prevenzione introdotti durante il precedente commissariamento.

Secondo quanto si apprende dagli accertamenti, assume rilevanza la scelta di non confermare i funzionari di supporto che durante la gestione straordinaria affiancavano gli uffici nel controllo degli atti. A quella decisione, tra l'altro, non avrebbe fatto seguito la creazione di nuovi strumenti capaci di garantire lo stesso livello di vigilanza. Gli ispettori ricostruiscono così un'amministrazione tornata rapidamente a un regime ordinario, ma senza quegli anticorpi organizzativi che avrebbero dovuto rappresentare il lascito più significativo dell'esperienza commissariale.

Su questo sfondo si collocano le numerose criticità raccolte nel corso delle audizioni: consiglieri e assessori che frequentavano abitualmente gli uffici, professionisti che accedevano ai settori tecnici anche accompagnati da esponenti politici, riunioni prive di verbalizzazione, accessi non registrati e interlocuzioni dirette con funzionari e responsabili dei procedimenti. Non episodi isolati, secondo gli ispettori, ma tasselli di un modello organizzativo ritenuto incapace di assicurare quel livello di trasparenza e di controllo richiesto a un ente già sciolto in passato per infiltrazioni della criminalità organizzata.

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