Da questo fine settimana i circa 50 lavoratori Apu di Castellammare sono ufficialmente in stato di agitazione. A chiarirlo è una lettera della sigla sindacale Usb, che ha annunciato una manifestazione per domattina all'esterno di palazzo Farnese. Le motivazioni sono ancora una volta da ricercare - a detta dei rappresentanti di categoria - nel disinteresse palesato da parte della classe dirigente stabiese nei confronti della scadenza del progetto, prevista per metà agosto e per cui al momento non è prevista proroga.
Dopo sei mesi di lavori utili alla comunità, dunque, gli operatori rischiano di essere rispediti a casa con il più classico degli 'arrivederci e grazie'. Un danno per la comunità e una perdita non di poco conto per la pianta organica dei dipendenti comunali, ma soprattutto un passo verso il baratro per 50 famiglie del posto che vedranno così negarsi un ammortizzatore sociale da 580 euro al mese. Per sensibilizzare la politica e sollecitare colloqui più approfonditi nel merito tra il Comune e il Ministero del Lavoro, gli Apu faranno sentire la propria voce con la presenza fisica alle porte del municipio.
«Durante l'incontro tenutosi lo scorso 17 maggio - spiega la comunicazione del sindacato -, avevamo sollecitato la richiesta di un tavolo tecnico per vagliare meglio le possibili strade da intraprendere, nell'ottica della risoluzione dello stato di crisi in cui versano i suddetti lavoratori. Ad oggi non è pervenuta nessuna notizia, nonostante in data 4 giugno sia stata inoltrata ulteriore comunicazione all'amministrazione di Castellammare».
«La mancanza di prospettive, per una categoria già vessata da precarietà e disagio socio-economico come quella Apu, meriterebbe la massima attenzione da parte di tutte le amministrazioni comunali utilizzatrici. Per i suddetti motivi - conclude l'Usb - lo stato di agitazione non cesserà fino a quando non verranno compiuti passi in avanti significativi nell'interesse degli operatori». L'appuntamento è fissato a domani mattina alle 10.
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