Il divario che lo separa da Pannullo appare davvero difficile da colmare, eppure Gaetano Cimmino non ha alcuna intenzione di demordere e rilancia fornendo indicazioni precise dei progetti che ha in mente di portare a termine nella prima fase della sua eventuale consiliatura. Il candidato sindaco della coalizione di centrodestra è un fiume in piena e ne ha per tutti, a partire dal consigliere regionale Pasquale Sommese fino ad arrivare al suo sfidante. «Le incongruenze che ho notato in questi giorni sono davvero enormi - ha spiegato Cimmino -. Mi chiedo Sommese come possa affermare che il centrosinistra rappresenti l'emblema del buon governo a Castellammare dopo i danni generati in questi anni e che sia ormai esente dalle nomine calate dall'alto. Lo stesso Sommese con Casillo ha spinto per la candidatura a sindaco di Antonio Pannullo, un nome deciso a tavolino nell'ultimo giorno disponibile con liste compilate in extremis. Ha giocato su due fronti per trarne un duplice vantaggio, facendosi eleggere come consigliere col centrodestra e appoggiando invece il Pd a Castellammare. Durante la sua carica di assessore alla Regione ha letteralmente svilito l'ospedale San Leonardo e dal 2008 ormai non mette piede concretamente in città per rendersi conto dei disagi che ha prodotto nei confronti della sanità stabiese con la sua politica. Mi piacerebbe avere un confronto diretto con lui per elencargli tutti i danni che ha commesso ad un ospedale che dovrebbe rappresentare un fiore all'occhiello per la città. Pannullo, dal canto suo, se ne sta lì tranquillo, impostando un percorso basato sulla reticenza. Nel frattempo, ha tradito Nicola Cuomo e persino Gennaro Torrese, presidente dell'ordine degli avvocati di Torre Annunziata. Mi chiedo come ci si possa fidare di lui. Se è stato così lesto nel mettere in disparte due amici, potrebbe tradire senza patemi anche la città di Castellammare».
Cimmino si concentra poi sulla questione relativa al voto di scambio, in seguito ai tre fermi imposti dalle forze dell'ordine agli elettori intenti a fotografare la scheda, ragion per cui ha chiesto l'intervento dell'esercito in vista del ballottaggio del 19 giugno. «Mai prima d'ora ben tre persone erano state individuate dalla polizia mentre scattavano foto alla scheda - ha sottolineato Cimmino -. Questo è un segnale evidente del degrado sociale e culturale su cui fanno leva i nostri oppositori, che non hanno proferito una sola parola per denunciare una vicenda così losca. Mi piacerebbe che venga annunciato anche il nome del candidato votato dai tre cittadini fermati. Sarebbe un atto di trasparenza in un contesto davvero deprimente. Purtroppo nel Pd continuano a glissare su questo argomento, mentre tutti gli altri candidati sindaco si sono scandalizzati per l'accaduto. Purtroppo ormai da anni il Pd è il partito delle promesse non mantenute. Sui condoni a Varano hanno speculato in tanti, ma i riscontri effettuati col georadar dimostrano che i presupposti per il condono attualmente non esistono. In merito invece alla richiesta di Vozza di presentare la giunta prima delle elezioni, ci tengo a sottolineare che non ho ancora annunciato la mia squadra di assessori perché ho bisogno di effettuare un confronto con le varie forze politiche presenti in città, un confronto che sosterrò da sindaco libero e orgoglioso delle mie radici stabiesi. Le incongruenze sono tante e mi batterò con tutte le mie forze per stanarle».
Cimmino chiude calando l'asso e rivolgendo una promessa agli elettori: «Se sarò eletto sindaco - ha dichiarato -, entro trenta giorni dal mio insediamento restituirò agli stabiesi la villa comunale in tutto il suo splendore. Mi prendo quest'impegno perché sono un ingegnere e conosco bene l'argomento, al contrario di Pannullo che si professa capo cantiere senza averne le basi. Nello stesso tempo, mi batterò per accrescere le attività commerciali e il terziario sul territorio e per mettere in atto un piano regolatore snello che ci consenta di sfruttare al meglio i fondi che di volta in volta avremo a disposizione dall'Europa e dalla Regione. Non trascurerò, inoltre, la delicata questione delle lettere di sfratto recapitate ai residenti delle Iacp, per i quali sarà immediatamente applicata la sanatoria. Voglio essere un sindaco a regola d'arte e farò di tutto per favorire il rilancio della mia città».