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Castellammare - La maggioranza snobba il question time, soltanto cinque consiglieri in aula

Cimmino su Terme: «L'amministrazione si nasconde dietro alla riforma Madia». Ungaro: «Più ricavi con bando unico anziché spezzatino».

tempo di lettura: 4 min
12/05/2017 18:21:11
Castellammare - La maggioranza snobba il question time, soltanto cinque consiglieri in aula

Un'aula semivuota ha fatto da cornice al question time che si è svolto stamattina a Palazzo Farnese. L'opposizione ha interrogato gli assessori Rubino, Balestrieri e Di Martino su materie scottanti quali la sicurezza degli edifici scolastici, le Terme e il presunto inquinamento dell'arenile, mentre l'assenza del sindaco per impegni in Regione ha causato il rinvio delle interpellanze del gruppo PerCastellammare sulle questioni correlate all'Asl e all'ospedale San Leonardo. La maggioranza ha snobbato il dibattito odierno e in aula erano presenti, oltre al presidente Eduardo Melisse, soltanto i consiglieri comunali Nino Giordano, Rosanna Esposito, Giusi Amato e Maria Amodio, testimonianza evidente di uno scarso interesse nei confronti delle tematiche trattate su esortazione dell'opposizione.

Le Terme hanno monopolizzato la prima parte del question time e l'assessore al Bilancio Andrea Di Martino ha fatto il punto della situazione in merito ai debiti che gravano sulla Sint e alle prospettive della partecipata comunale, in correlazione col piano di dismissione dei beni non strategici.

«Occorre basarsi sulle indicazioni del decreto Madia - ha sottolineato Di Martino -. La situazione economica e il fatturato della Sint ne imporrebbero la liquidazione entro settembre, motivo per cui percorriamo la strada del piano di dismissione per rientrare nei parametri previsti dalla riforma. Non possiamo attuare alcun piano industriale senza conoscere il destino della Sint e i termini di criticità finanziaria della società».

«Un anno dopo le elezioni - ha replicato Gaetano Cimmino -, l'amministrazione comunale si nasconde dietro alla riforma Madia per giustificare mesi trascorsi senza produrre nulla. Qui si rinviano di continuo i termini delle procedure perché non si fanno neppure i conti con gli orari di chiusura dell'ufficio protocollo. Facile parlare di malintesi, ma chi punisce i responsabili? Eppure mi risulta che i punteggi assegnati siano sempre i massimi. Per non parlare della Sint e della vendita dei primi tre beni ritenuti non strategici. L'apertura delle buste è avvenuta in una stanza chiusa con le forze dell'ordine all'esterno e casualmente per tutti e tre è arrivata un'unica offerta col rialzo minimo di 5mila euro».

«La riforma Madia si è trasformata da spauracchio in panacea di tutti i mali - ha affermato Vincenzo Ungaro -. Che sistema è stato adottato per distinguere i beni strategici e non strategici del patrimonio delle Terme di Stabia? La vendita dei primi tre cespiti riduce soltanto il debito da 4 milioni e 900 mila euro a 4 milioni e 200mila, non mi risulta che la sostanza sia variata molto. Se fossero stati inseriti in un bando ad ampio raggio, forse il ricavato della cessione sarebbe stato più elevato. Qui si continua a navigare a vista e questo comporterà ulteriori ritardi sul rispetto delle normative nazionali».

La sicurezza degli edifici scolastici, in seconda battuta, ha visto confrontarsi l'assessore all'Urbanistica Pino Rubino e il leader del centrodestra Gaetano Cimmino. «Il Comune ha perso un finanziamento di 80mila euro nel 2015 che il Ministero ci ha negato nei mesi scorsi per le verifiche statiche degli edifici - ha sottolineato Rubino -, ma il 20 aprile scorso abbiamo ricevuto la disponibilità della Regione a finanziare gli interventi nelle scuole Panzini, Bonito-Cosenza, San Marco Evangelista e Di Capua. L'ok per la messa in sicurezza potrebbe arrivare nelle prossime settimane, ma intanto occorre far presente che la mancanza dell'accatastamento ci impedisce di disporre dei certificati di agibilità».

«Nel corso della mia campagna elettorale un anno fa - ha ricordato Cimmino - ho effettuato un tour nelle scuole, verificando che soltanto l'istituto Denza non possiede aule inagibili. Chiediamo pertanto una mappatura sulle scuole e sugli interventi messi in atto o programmati per ciascun edificio scolastico».

L'arenile, infine, ha contrassegnato la chiusura del question time. L'assessore all'Ambiente Francesco Balestrieri ha effettuato un excursus sul piano di caratterizzazione e sulla messa in sicurezza effettuati tra il 2008 e il 2009, rievocando alcune incongruenze passate, messe poi a tacere dai riscontri dell'Istituto Superiore di Sanità. «Si è parlato a lungo di arenile inagibile, ma abbiamo dovuto attendere il 2009 per sapere che i fattori di rischio riguardavano soltanto quattro punti spot, puntualmente rimossi - ha affermato Balestrieri -. Lo stagno e il berillio fanno parte del fondo naturale e il benzo(a)pirene, ritenuto la causa dell'inquinamento nei quattro punti sopracitati, non è altro che un idrocarburo proveniente dall'attività di manutenzione ordinaria delle imbarcazioni. Per tale ragione, non accetto lezioni da esponenti di una parte politica responsabile di scempi territoriali che oggi vengono a farci la morale, scatenando fobie strumentali tra i cittadini».

«Apprezziamo la descrizione dettagliata dell'assessore, ma intendiamo porre due quesiti - ha evidenziato Cimmino -. Premesso che una passeggiata sull'arenile non crea pericolo di morte, possiamo essere sicuri oggi che non sussistano altri fattori di rischio per dermatiti o allergie, considerando che le ultime analisi risalgono al 2008? E soprattutto perché non è stata convocata una conferenza di servizio prima di consentire l'accesso all'arenile per scongiurare qualsiasi componente di rischio? Speriamo che in futuro i nostri dubbi siano chiariti, soprattutto a tutela della salute dei cittadini».

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