Non si è fatta attendere la replica della maggioranza alla dure accuse lanciate dal PD di Castellammare di Stabia a margine del consiglio comunale sulla Sint. I democratici stabiesi si erano detti pronti a denunciare le "trastole" dell'amministrazione comunale su quanto si sta facendo in merito alla dismiissione del patrimonio immobiliare dell'ente.
«Un PD che, dimentico del dissesto politico-amministrativo che ha determinato dal 1992 a tutt’oggi, veste i panni del “maestrino” pronto ad impartire lezioni di politica amministrativa dopo aver portato al fallimento e alla chiusura dello stabilimento, Terme di Stabia, licenziato i lavoratori dopo averli illusi attraverso i fugaci impegni di De Luca, nel corso delle elezioni regionali del 2015, salvo lasciarli poi sedotti ed abbandonati senza ammortizzatori sociali attraverso la riforma del Jobs-Act, e precluso, attraverso il dissesto finanziario dell’Ente, la possibilità di poter rilanciare il termalismo alle Antiche Terme con la nascita di una nuova società che avrebbe potuto, recuperando la convenzione del Termale oggi ancora congelata dalla Regione Campania, reinserire almeno 50 lavoratori ex termali nel circuito produttivo e lavorativo della città» scrive in una dura nota stampa di replica la lista "Cimmino sindaco".
«La memoria, molto corta, di un partito giunto ormai al totale dissolvimento, gli impedisce finanche di ricordare il truffaldino “bando truffa” dell’APU (attività di pubblica utilità) che, ottenuto dai lavoratori termali attraverso continue richieste alla Regione Campania, è stato pubblicato dalla Sint, dell’A.U. Biagio Vanacore nominato da Cuomo e confermato da Pannullo, nel mese di ottobre 2017 ed è decaduto per incapacità manifesta dell’ormai logoro amministratore travolto da consulenze e debiti contratti, a danno dei cittadini stabiesi, in nome e per conto di amministrazioni comunali incapaci e litigiose. Quello che è stato lasciato in eredità all’amministrazione di Cimmino è sotto gli occhi di tutti. E le “trastole” messe in campo dai dinosauri della “sinistra” politica stabiese, che provano ad accattivarsi la benevolenza di quegli stessi lavoratori che, appena due anni fa, hanno biecamente cacciato via dall’aula consiliare, e che oggi rappresentano l’emblema del loro fallimento, di cui tuttora noi paghiamo le conseguenze nefaste, comprese quelle relative alle “manovre di palazzo” per favorire parenti e amici di ex sindaci. Noi non ci lasciamo distrarre dai loro tentativi di minare il nostro percorso chiaro e trasparente, un percorso che ci rende fiduciosi e capaci di restituire alla città il termalismo e le Terme al fine di recuperare il patrimonio costituito dalla manodopera professionalmente valida ed efficiente» conclude la nota.
Uno scontro preseguito anche sui social dove qualcuno ha ricordato alla maggioranza che il PD nel 1992 non esisteva ancora e che l'attuale sindaco Gaetano Cimmino - negli anni indicati - è stato lui stesso segretario del Partito Democratico. Insomma, su Sint e sulle Terme - oggi come negli ultimi anni - la politica continua a litigare senza produrre risultati concreti per la città e per i lavoratori.
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