Se qualche giorno fa volavano gli stracci, oggi l'asticella della partita in casa PD si è alzata.
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Se qualche giorno fa volavano gli stracci, oggi l'asticella della partita in casa PD si è alzata. Le squadre sono fatte, come nei classici campi di terra di periferia, ed hanno anche una composizione ben precisa. Da un lato l'area dem casilliana con in testa gli Iovino, i giovani turchi in salsa stabiese con Corrado, Ostrifate e Russo, LabDem con l'ex consigliere Lello Gargiulo ed area riformista che annovera tra le sue fila i vari Pannullo, Russo, Elefante ed Aitra e finanche i "civatiani" di Turcio. Dall'altro campo hanno ritrovato tutti l'ombrello elettorale sotto cui ripararsi nella persona del capogruppo regionale Lello Topo, a cominciare dal Sindaco per finire a Melisse passando per i vari Zingone, Raimo e Migliardi. Ed ironia della sorte due sono i capigruppo, l'uno Ostrifate del gruppo della prima ora, l'altro Migliardi, che non più di venti giorni fa firmava in aula, al cospetto di tutti, la mozione di sfiducia al Sindaco. Si contendono un partito che, aldilà del brand, ora non vale nulla, avendone il Sindaco dichiarato scientemente il fallimento alla stregua dei siti produttivi stabiesi. È inutile negare che, però, il nulla di ora equivale al tutto di domani, avendo i vincitori della tenzone la capacità e la legittimazione per indicare il Sindaco del dopo-Cuomo. Invero, non è dato comprendere allo stato, aldilà della aritmetica, quale sia il disegno politico nella mente del Sindaco dimissionario. Trovare il tredicesimo non può bastare se non a vivacchiare per qualche mese senza alcun beneficio per la città, men che meno per i lavoratori delle aree dismesse. Ed ora accanto al fallimento della politica, investe l'amministrazione Cuomo anche la bufera giudiziaria. Le famose carte chieste da Iovino ed Ostrifate sulla vicenda Terme sono state ricevute ed immediatamente trasmesse alla autorità giudiziaria.
È chiaro, quindi, che la crisi politica sfocia in una crisi giudiziaria. È chiaro, quindi, che ricostruire una squadra di governo basata su una maggioranza politica e non numericamente risicata , e' arduo. È chiaro che il Sindaco si debba guardare attorno e comprendere quale sia la via d'uscita. Di certo, i suoi compagni di viaggio della ultima ora sprizzano inaffidabilità' ed incoerenza da tutti i pori ed affidare loro le basi di un rilancio dell'azione amministrativa sarebbe più grave di una uscita di scena a testa alta, dignitosa. Quale il futuro? Ad oggi le squadre in campo non lasciano margini alla trattativa, il destino politico di Cuomo sembra segnato.