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Castellammare - La differenziata stenta ancora, costantemente sotto al 50% da gennaio ad agosto. E per gli stabiesi si prevedono stangate

Gravano sul servizio la mancata esecuzione del lavaggio dei bidoncini, della scerbatura, della pulizia delle caditoie e dell’arenile fino ad arrivare alle nuove zone di spazzamento e al conferimento dei rifiuti per le attività commerciali.

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Stenta ancora a prendere il volo la differenziata a Castellammare di Stabia. In base ai dati forniti dal portale Mysir-Microambiente, su cui sono registrati i dati della differenziata comunicati dai singoli Comuni della Regione Campania ed è possibile consultare mese per mese le variazioni in percentuale della raccolta sul territorio stabiese, la media annuale si attesta al 47,31%, persino al di sotto di quel 49% che, a fronte del gap rispetto all'obiettivo del 65% che adeguerebbe la Città delle Acque agli standard europei, ha generato un salasso da 250mila euro per le casse comunali, approvato in occasione del recente riequilibrio di bilancio. La percentuale, d'altra parte, è rimasta costantemente sotto al 50% nonostante l'entrata a regime di AM Tecnology, ditta che si è aggiudicata l'appalto quinquennale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e si è insediata a partire dall'1 febbraio. E l'impressione è che le uscite extra dalle casse comunali siano destinate a crescere ancora. La Sapna, infatti, società che gestisce i siti di smaltimento presso i quali vi è l'obbligo di legge di conferimento dei rifiuti indifferenziati, sta applicando ancora la tariffa del 2016, che a breve sarà rimodulata per 2017, motivo per cui si presume che possa esserci un incremento che sarebbe applicato a conguaglio per gli sversamenti effettuati dal mese di gennaio del corrente anno.


Con la differenziata che stenta, ad oggi, il Comune si troverebbe a sborsare nuovamente cifre esose a fronte degli obiettivi più volte annunciati. Nel mirino, in particolare, c'è la mancata messa in pratica del capitolato di gara, dato che la campagna di sensibilizzazione nelle scuole e nei quartieri, più volte annunciata dall'amministrazione comunale, non è ancora partita, né sono state individuate le guardie ambientali, figure scelte tra il personale di AM Tecnology, che dovranno monitorare il rispetto della differenziata sul territorio stabiese, indicando al Nucleo Ambientale della Polizia Municipale i trasgressori a cui elevare multe e sanzioni. Il Comune, tra l'altro, non ha ancora nominato il DEC, figura prevista dal nuovo codice degli appalti, e restano da installare ancora 300 cestini per i rifiuti. Per non parlare delle carenze relative alla mancata esecuzione del lavaggio dei bidoncini, della scerbatura, della pulizia delle caditoie e dell’arenile fino ad arrivare alle nuove zone di spazzamento e al conferimento dei rifiuti per le attività commerciali. Una situazione attualmente tutt'altro che rosea che grava come un macigno sulle prospettive di un servizio di raccolta e smaltimento rifiuti che fa davvero tanta fatica a decollare.


venerdì 29 settembre 2017 - 14:40 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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