Incarichi d’oro ai dipendenti dell’ufficio tecnico. La Cgil chiede la sospensione delle elezioni della Rsu, in programma tra il 5 e il 7 aprile, ipotizzando l’esistenza di “un patto politico basato su scambi di natura politica e sindacale tra un’amministrazione sciolta per condizionamento politico-mafioso ed alcuni rappresentanti sindacali”. Torna ad accendersi, dunque, la polemica innescata già nelle scorse settimane dalla Cgil, in merito a presunti episodi di trasformismo tra sindacati, con l’ipotetico avallo della politica. La nota diffusa dal delegato territoriale Cgil Ciro Serino e dal segretario funzioni locali Salvatore Tinto, stavolta, è mirata a rimarcare i “17 incarichi di specifiche responsabilità ai sensi dell’art. 70” assegnati con emolumenti “fino a 3000 euro annui” da parte di un “dirigente nominato ai sensi dell’art. 110, a poche ore di distanza dalla decadenza”. La Cgil definisce questa vicenda come “un fatto di una gravità inaudita”, che a loro avviso va a consolidare la tesi da loro esposta, a fronte del calo evidente del numero di iscritti proprio con la stessa sigla sindacale e dell’incremento delle iscrizioni ad altre realtà sindacali. La Cgil, infine, chiede “La revoca degli incarichi di responsabilità” e l’avvio di una “indagine interna per accertare responsabilità soggettive di siffatte condotte ed eventuali connivenze”. E proprio a tal proposito, la Cgil si rivolge al commissario straordinario Raffaele Cannizzaro per chiedere la sospensione delle votazioni per la Rsu, a fronte di un presunto clima di “intimidazioni, pressioni, promesse e scambi” di cui la sigla sindacale si ritiene vittima, avendo tra l’altro fatto registrare la presenza di un unico candidato nella sua lista. Una polemica che torna dunque ad inasprirsi, proprio in vista dell’imminente tornata elettorale per i rappresentanti sindacali dei dipendenti comunali.