Slitta a domani la delibera salva-Sint. La difficoltà nel mettere a punto l'atto ricognitivo dello “stato di salute” della partecipata comunale ha generato l'ennesimo differimento della delibera da cui potrebbero dipendere le sorti del patrimonio delle Nuove Terme. Il nodo principale consisterebbe nella rinegoziazione del debito con Mps, che il sindaco Antonio Pannullo ha demandato sua sponte a Biagio Vanacore, amministratore unico di Sint, che ha portato a termine la transazione. Per il Comune di Castellammare di Stabia si profila un salasso da 850mila euro, un esborso da effettuare entro fine ottobre per rispettare i termini della rinegoziazione con la banca, un debito da 1 milione e 800mila euro che Sint si accingerebbe a pagare in tre fasi: 350mila euro circa sono stati versati in prima istanza, altri 850mila circa spettano al Comune, i restanti 600mila dovrà pagarli Sint attraverso la vendita di beni non strategici o con altri introiti entro la fine del 2018, sulla base dei criteri per il piano di razionalizzazione imposto dalla riforma Madia. Ma intanto Mps ha revocato il mutuo, il che potrebbe aver reso ininfluente la lettera di patronage stipulata durante l'amministrazione Vozza a garanzia del mutuo stesso, e nel frattempo anche l'ingente esborso del Comune rischia di andare a sbattere dinanzi alla valutazione della Corte dei Conti, che potrebbe porre il suo veto facendo saltare l'intero impianto della partecipata, da mettere poi in liquidazione. Un dilemma i cui protagonisti, tra l'altro, si sono insediati da poco. Il dirigente del settore economico-finanziario, Antonio Verdoliva, è entrato in carica il 25 settembre, mentre gli assessori alle partecipate e al bilancio, Daniele Pesenti e Casimiro Donnarumma, hanno iniziato la loro attività appena dieci giorni fa. E a questo punto non è neppure da escludere la sciagurata ipotesi della liquidazione incontrollata che potrebbe persino mettere a repentaglio il patrimonio termale.
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