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Castellammare - La commissione d’accesso al lavoro: nel mirino la gestione del servizio di pulizie

Approfondimenti di indagine per gli ispettori impegnati dallo scorso mese di maggio a Palazzo Farnese. Si indaga sugli appalti relativi alla gestione delle pulizie dei pubblici uffici, con particolare riferimento ad una ditta che ha ricevuto l’appalto nel 2017 ed è stata cacciata via un anno dopo su impulso dell’attuale amministrazione comunale per irregolarità procedurali.

tempo di lettura: 2 min
10/09/2021 19:21:09
Castellammare - La commissione d’accesso al lavoro: nel mirino la gestione del servizio di pulizie

Il servizio di pulizia dei pubblici uffici al vaglio della commissione d’accesso. La prima richiesta degli ispettori, dopo la proroga della permanenza per ulteriori tre mesi a Palazzo Farnese, riguarda gli appalti relativi alle pulizie dei bagni e degli uffici pubblici, su cui già da tempo si erano accesi i fari sia dell’amministrazione comunale sia degli inquirenti. Le prime vicende intricate risalgono a circa 3 anni fa, poco dopo l’insediamento dell’attuale amministrazione. Era il 27 luglio 2018 quando il sindaco Gaetano Cimmino ha chiesto con una nota dettagliata indirizzata al segretario generale dell’epoca, Monica Cinque, di relazionare in merito ai criteri con cui gli uffici competenti avevano provveduto a prorogare il servizio di pulizia e a determinare gli importi dei ribassi, specificando tra l’altro se agli atti risultavano lettere di contestazione.

Una nota a cui il segretario aveva risposto evidenziando di aver riscontrato due atti non conformi, relativi rispettivamente ad una proroga e alla conseguente liquidazione relative al 2017, definendo alcune prescrizioni di cui gli uffici di settore non avrebbero tenuto conto. All’esito di tale nota, pertanto, il 17 settembre 2018 il primo cittadino ha deciso di inviare un esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per chiedere di approfondire in merito alle procedure di assegnazione del servizio. E da allora nessuna proroga è stata più accordata alla ditta presso il Comune. Dalle intercettazioni dell’inchiesta Domino, inoltre, è emerso che la ditta risulta attenzionata a seguito delle dichiarazioni di alcuni pentiti di camorra. In sostanza, la ditta, che ha ricevuto l’appalto durante la passata gestione amministrativa, è stata poi cacciata via su impulso dell’attuale amministrazione, con l’ausilio dell’assessore Gianpaolo Scafarto, che ha coadiuvato il sindaco Cimmino nel percorso da intraprendere circa l’attività investigativa in materia.

Ora tutta la vicenda è finita nel mirino della commissione d’accesso, che vuole vederci chiaro sulle modalità con cui la ditta ha ricevuto l’appalto nel 2017 e su come sono state effettuate le proroghe, verificando anche tutto il successivo iter per individuare la nuova società che ha poi ereditato la gestione dell’appalto. Un ulteriore filone d’indagine, dunque, per fare chiarezza su ogni singolo aspetto dell’attività gestionale e amministrativa. In attesa che arrivi il 26 novembre e che con l’inizio del nuovo anno si possa comprendere il destino dell’amministrazione Cimmino e del Comune di Castellammare di Stabia.

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