Una città bloccata nel traffico da decenni. Le strade del centro, già strette e congestionate, continuano a essere teatro quotidiano di ingorghi, stress e parcheggi impossibili da trovare. E mentre i cittadini sospirano per una mobilità più moderna e sostenibile, i progetti che avrebbero dovuto cambiare volto alla città restano sospesi tra annunci, idee e dubbi tecnici.
Il tram leggero, simbolo di un futuro a basso impatto ambientale per la viabilità stabiese, sembra ormai destinato a restare sulla carta. Al suo posto, la proposta più recente prevede un bus rapido elettrico che dovrebbe percorrere la vecchia linea ferroviaria: un’alternativa più economica e realizzabile per intercettare i fondi del CIS, ma che lascia aperti molti interrogativi su tempi e modalità di attuazione.
Non meno incerta è la sorte dell’ascensore inclinato, pensato per collegare il centro storico al quartiere Solaro e rendere più accessibili le zone alte della città. Le ultime voci parlano di pareri tecnici che potrebbero rallentare o addirittura bloccare l’opera, con il conseguente rischio di far saltare anche il parcheggio previsto sulla sommità del Solaro.
In assenza di questi interventi, resta il nodo centrale: qual è il piano concreto per la mobilità di Castellammare di Stabia? La città continua a fare i conti con il traffico, con la difficoltà di spostarsi non solo in centro, ma anche nei quartieri periferici, e con parcheggi che sembrano sempre un miraggio. I progetti annunciati negli anni - spesso legati a fondi europei o nazionali - non decollano, lasciando cittadini e turisti in mezzo ai disagi quotidiani.
La domanda che resta aperta è semplice, ma urgente: come si pensa di muovere Castellammare nel prossimo futuro, tra auto, bus e pedoni, senza interventi concreti e senza tempi certi? Per ora, la risposta sembra rimandata a un domani indefinito, mentre il traffico e la frustrazione restano la costante di ogni giornata in città.
Sfida decisiva in chiave play-off al “Menti”: gialloblù chiamati ad allungare sui romagnoli. Emergenza infortuni, ma il tecnico suona la carica: «Il pubblico sia la nostra spinta»