Scala (SEL): "La cantieristica italiana ha bisogno di un piano serio per il sud".
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Ci sono due notizie all'ordine del giorno, una buona e l'altra cattiva. La buona è che continua la collaborazione tra il colosso americano Carnival Corporation e Fincantieri. Un nuovo accordo strategico con Carnival Corporation per la costruzione di 5 navi da crociera da costruire tra il 2019 e il 2022. La cattiva notizia per uno stabiese è che queste navi di nuova generazione saranno costruite nelle sedi di Monfalcone (Trieste) e di Marghera (Venezia). Ancora una volta il sud, il mezzogiorno, il cantiere navale più antico d'Europa fuori da queste commesse che hanno un significato ben preciso: lavoro. Parola che da queste parti assume ha una connessione ben precisa: vita.
"Fincantieri non ha un piano di investimenti serio per il sud - dice Tonino Scala - Oggi più che mai vi è la necessità di rendere competitivo il cantiere, bisogna evitare l'ennesima guerra tra poveri. Serve da un lato un tavolo nazionale che disegni la cantieristica italiana dei prossimi dieci anni, dall'altro una volontà vera di costruire il bacino di costruzione a Castellammare. Troppi rimpalli di attribuzioni, è giunto il momento che qualcuno si assuma la responsabilità di decidere il futuro del porto e del cantiere di Castellammare. Anche perché la storia di questi ultimi anni ci racconta di un grande interesse su queste aree. Servono investimenti pubblici per rilanciare il cantiere, serve lavoro ora, non domani. La politica di Fincantieri non può solo essere solo quella del bastone con i lavoratori, di pressioni, di controlli esasperati, di Microchip nelle scarpe per il controllo a distanza. Fincantieri, governo locale, regionale e nazionale ora più che mai devono dare risposte concrete sul futuro" conclude Scala.