Questo l'incipit dell'intervento del capogruppo uscente del PD stabiese, quel Francesco Iovino che insieme ad altri tre consiglieri comunali dello stesso partito è stato artefice del disarcionamemto di Nicola Cuomo. Le sue parole sono chiare senza tema di smentita: «Carpentieri ha fallito come commissario, non può continuare a tenere in ostaggio un partito che ha bisogno di ripartire con idee e progetti chiari per affrontare la campagna elettorale». Non si sottrae al confronto politico, sicuro delle sue certezze, certo delle sue ragioni, Iovino rilancia invitando la commissione di garanzia ad un contraddittorio al più presto: «siamo noi a chiedere alla commissione di garanzia di esprimersi su quanto abbia denunciato alla Procura sul piano giudiziario mente sul piano politico attendiamo ancora risposte sulla condotta che Carpentieri e Nicola Cuomo hanno avuto circa l'apertura in maggioranza a forze contigue, anzi totale espressioni, della lista Bobbio prima e di quella di Pentangelo poi».
Su altro tema Iovino è irremovibile: «non ci ricandideremo nella stessa lista e nella stessa coalizione di chi abbiamo denunciato, ripartiamo da un fatto politico ineluttabile, l'intera coalizione di centro sinistra PD SEL ed IDV hanno mandato a casa Cuomo registrando il fallimento del Sindaco e di chi lo ha sostenuto fino in fondo». Un j'accuse non suscettibile di interpretazione quello di Iovino. L'ennesimo nei confronti di Carpentieri con un aspetto politico, stavolta da non sottovalutare e di straordinaria importanza ovvero la matrice, la firma politica della corrente più significativa del PD regionale.