Nuove Terme terra di nessuno per un anno. Questo è l'aspetto preponderante che emerge tra le righe della relazione di bilancio 2016 dell'amministratore unico di Sint, Biagio Vanacore, che ha dichiarato di aver ricevuto il patrimonio immobiliare del Solaro soltanto a marzo 2016, nonostante l'istanza fosse partita nel mese di maggio dell'anno precedente. «Per quanto attiene al ruolo di azionista di Terme di Stabia - si legge nella relazione -, la suddetta società è stata dichiarata fallita in data 23 marzo 2015 non essendo passato il piano concordatario presentato al Tribunale di Torre Annunziata. Per quanto attiene al ruolo di gestore immobiliare, la Sint possiede il complesso termale denominato Nuove Terme, l’Hotel delle Terme ed alcuni appezzamenti di terreno in Viale delle Puglie. Tale complesso immobiliare per tutto il 2015 è stato detenuto dal curatore fallimentare di Terme di Stabia ed è stato riconsegnato alla società con verbale del 7-8 marzo 2016 e successivamente con verbale del 12 luglio 2016 anche tutti i contratti in essere». In pratica, il patrimonio immobiliare delle Terme di Stabia sarebbe rimasto nelle mani della curatela fallimentare fino a marzo 2016, in una lunga fase caratterizzata dal graduale deterioramento delle strutture e da una serie di atti di vandalismo e razzie, proseguite anche nei mesi successivi alla consegna dei beni a Sint. Ed è lo stesso curatore dott. Massimo Sequino a ricordare che il provvedimento è del 2015, ma ha avuto seguito solo nel mese di marzo 2016 per questioni di interpretazione, sollevate da Sint, con un successivo provvedimento del nuovo giudice delegato. Vien da chiedersi, allora, che senso abbia la motivazione che ha indotto al licenziamento dei termali, un provvedimento giustificato con la restituzione immediata del compendio immobiliare a Sint, materializzatosi soltanto durante l'anno seguente. Nel mese di luglio 2015 il giudice Del Sorbo impose al curatore fallimentare di restituire con immediatezza gli immobili del Solaro a Sint, provvedimento poi divenuto esecutivo, secondo la relazione di Vanacore, a partire da marzo 2016. Nel mezzo e nei mesi a seguire, soltanto razzie, degrado e incendi, che non sono stati arrestati neppure con la muratura degli ingressi allo stabilimento, un espediente soltanto di facciata dato che i varchi d'accesso sono ancora molteplici e facilmente individuabili. E allora un dubbio è lecito: in capo a chi ricade la responsabilità delle devastazione delle Terme? Alla curatela, a Sint o a entrambi? Un danno da 10 milioni di euro, uno spreco che grida vendetta e che imporrà agli eventuali investitori la necessità di rimettere a nuovo un gioiello divenuto un rudere, emblema della crisi che si è abbattuta sull'economia di una città che stenta a risalire la china.
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