«Sono stati spesi male i soldi nel corso degli anni e non c'è mai stato un coordinamento. Per provare a disinquinare il fiume Sarno abbiamo bisogno di un masterplan e di organizzazione». A dirlo è il ministro dell'Ambiente Sergio Costa che questa mattina ha portato a termine un tour fra i 42 Comuni del fiume Sarno per toccare con mano il problema dell'inquinamento. Sei tappe da Montoro fino a Castellammare per parlare con le persone, con gli amministratori, con chi in quei territori combatte ogni giorno. «Siamo stati fra la gente senza passerelle e ho notato i problemi. A Montoro c'è una puzza incredibile e la situazione peggiora di Comune in Comune. Vi spiego la mia idea: io voglio raccogliere tutto quello che si è detto oggi e tutte le documentazioni presso gli uffici competenti, di tutti i 42 Comuni, delle tre province, della Regione e le sue sottodeclinazioni. Dobbiamo avere un quadro chiaro di quello che è stato fatto e di quello che si potrà fare. Io sono qui oggi ma come Governo nazionale possiamo fare poco a livello di competenza».
«Mi sono reso conto che la questione Sarno è stata affrontata male nel corso degli anni. Troppo microcose e senza masterplan: serve oggi un progetto unico coordinato con i tanti Enti presenti. C’è un problema idrogeologico e di frane qui intorno, dall'avellinese fino al napoletano. In molti Comuni non sono ancora previsti i lavori al collettore e di conseguenza il fiume subisce questi problemi. Ma noi vogliamo conoscerli e incasellarli. E' necessario quindi fissare una cabina di regia per chiedere agli Enti di programmare insieme gli interventi necessari per il disinquinamento. Venite da me a Roma e portate possibili soluzioni. Io sono pronto a farla questa cabina regia ma il territorio deve essere dalla nostra parte» ha continuato l'ex maggiore dei carabinieri.
Il ministro Costa ha promesso quindi l'intervento nazionale per cercare di mediare fra i Comuni del bacino del Sarno. Un compito non facile considerato che spesso anche Enti vicini non riescono a collaborare. E' il caso per esempio di Castellammare e Torre Annunziata sulla questione della seconda foce, approvata dalla città delle acque ma rifiutata da quella oplontina. Oggi, nei pressi di foce Sarno, era presente il sindaco Gaetano Cimmino mentre nessuno da Palazzo Criscuolo ha deciso di partecipare all'incontro.
Costa, in chiusura, ha voluto rassicurare i cittadini: «L’impegno per iniziare il progetto c’è. E’ inaccettabile spendere soldi random senza nessun tipo di coordinazione come è stato fatto in passato. Per i rifiuti che vengono scaricati nel fiume, promettiamo un inasprimento delle pene con la legge Terra mia. Stiamo scrivendo una legge complessa e difficile. Il disegno di legge dovrebbe essere depositato dopo la finanziaria e poi dovrebbero partire i lavori della commissione. Camorra potrebbe impadronirsi dei fondi? Dobbiamo tagliare qualsiasi infiltrazione: io da maggiore carabinieri me li vado a prendere fino a casa alle 5 di mattina».