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Castellammare - Il Vozza-bis parte dalla cultura

Scavi e Reggia di Quisisana: la ricetta dell'ex sindaco per rilanciare l'industria del turismo stabiese.

tempo di lettura: 2 min
21/01/2016 08:47:14
Castellammare - Il Vozza-bis parte dalla cultura

«Non può che essere accolta con favore la decisione di rendere autonomi gli scavi di Ercolano e il parco archeologico dei Campi Flegrei,  affidandoli a due direttori che saranno scelti con bando internazionale. Era tempo! Adesso s’intervenga con atti concreti a favore di Stabia». Si esprime così il sempre più probabile candidato sindaco di Castellammare, Salvatore Vozza. L’ex primo cittadino stabiese propone anche la sua ricetta:

a)    firmare la convenzione con la Soprintendenza Pompei per il trasferimento dei reperti dell’Antiquarium alla Reggia;

b)    attivare un tavolo istituzionale per definire la gestione della Reggia e l’uso degli spazi;

c)    stipulare un protocollo d’intesa con la Soprintendenza Pompei per la creazione del Parco archeologico di Stabiae.

Insomma, ancora la Reggia al centro dello sviluppo culturale della città.

Secondo Vozza, infatti, «il sistema culturale stabiese si fonda prevalentemente su tre asset: Parco Archeologico dell’antica Stabiae; Palazzo Reale di Quisisana, da intendersi anche quale “contenitore multifunzionale” e rete civica museale (Polo museale)».

«Il sistema così delineato – spiega Vozza - rappresenta un esempio di offerta culturale integrata in un contesto ambientale, paesaggistico, enogastronomico e turistico di pregio; una sorta di “triangolo turistico - culturale” ai cui vertici troviamo Pompei e l’area vesuviana, Sorrento e la sua penisola e il Parco regionale dei Monti Lattari. Il patrimonio culturale stabiano va fatto pienamente rientrare nel sistema di offerta imperniato su “Pompei ed Ercolano” sito Unesco dal 1997. Le risorse culturali e ambientali sono il vero “patrimonio nascosto” di Castellammare di Stabia, capace sia di rilanciare l’industria del turismo sia di concorrere alla riscoperta dell’identità collettiva. Castellammare merita una risposta. Diventa grave, considerate  le diverse  iniziative  che si stanno sviluppando  a sostegno dei beni culturali della Campania, se non si valorizza anche Stabia. Rischia solo di risaltare in negativo  la  scomparsa del nome anche  dalla denominazione della nostra soprintendenza: non più Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia, ma solo di Pompei. E’ urgente che al più presto la Regione e il Governo, insieme al Comune e alla Soprintendenza di Pompei, convochino un incontro per definire gli interventi necessari per il rilancio delle nostre risorse archeologiche e museali».

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