Ogni settimana pesa come un verdetto, ogni indiscrezione si trasforma in scenario politico, ogni silenzio istituzionale diventa attesa. E ora che, a Castellammare di Stabia, la commissione d’accesso - nominata per verificare eventuali rischi di condizionamento mafioso nell’amministrazione comunale - si avvia verso la conclusione dei tre mesi di attività, la città vive sospesa tra prudenza e nervosismo. Il lavoro della commissione, insediata per approfondire la situazione amministrativa del Comune, sarebbe ormai alle battute finali. Secondo quanto trapela da qualche giorno, non sarebbero attese richieste di proroga e una relazione conclusiva potrebbe arrivare in tempi relativamente brevi. Resta ora da capire quale sarà l’orientamento finale: se il quadro emerso richiederà ulteriori approfondimenti o se verrà ritenuto compatibile con la prosecuzione ordinaria dell’attività amministrativa.
Nel frattempo, il sindaco Luigi Vicinanza mantiene una linea di assoluta fiducia. In più occasioni ha lasciato intendere di sentirsi estraneo a qualsiasi ipotesi di condizionamento, rivendicando la correttezza del proprio operato e della sua amministrazione. Un messaggio politico chiaro, rivolto tanto all’opinione pubblica quanto al suo stesso schieramento: nessuna zona d’ombra e nessuna disponibilità a letture che mettano in discussione la sua buona fede.
Ma il contesto è tutt’altro che lineare. Sullo sfondo resta infatti il peso delle elezioni amministrative del 2024, finite già al centro dell'attenzione degli inquirenti. E poi c'è la questione relativa a due ex consiglieri comunali, che si sono dimessi e già in precedenza erano stati esclusi dalla maggioranza dal sindaco stesso. Uno dei due ex consiglieri risulta indagato, mentre per l’altro sono coinvolti in procedimenti giudiziari familiari stretti.
A rendere ancora più complesso il quadro è stato anche il terremoto politico interno al Partito Democratico. Le dimissioni del consigliere comunale ed europarlamentare Sandro Ruotolo, figura da sempre impegnata sul fronte anticamorra, hanno segnato un passaggio simbolico rilevante: una presa di distanza netta dall’amministrazione, motivata dalla convinzione che quest'ultima possa non aver rappresentato un argine sufficiente ai rischi di infiltrazione.
Da allora, il PD appare diviso in due anime: da un lato il sostegno alla linea del sindaco, garantito dal gruppo consiliare e da alcune articolazioni territoriali del partito; dall’altro la posizione critica dei vertici regionali e nazionali, che osservano con crescente attenzione l’evoluzione della vicenda.
In questo quadro si muove una minoranza consiliare che da qualche tempo sta alzando il livello di attenzione, tra interrogazioni e richieste di chiarimento su diversi dossier amministrativi. Dall’altra parte, una maggioranza compatta attorno a Vicinanza prova a tenere la rotta, puntando su una serie di interventi strategici per la città.
Tra questi, particolare rilievo assume il DOS funzionale ai fondi PRIUS e la nuova programmazione dei fondi europei, attraverso cui l’amministrazione mira a intercettare circa 16 milioni di euro destinati a progetti di rigenerazione urbana. Un capitolo considerato cruciale per il futuro della città, che si intreccia inevitabilmente con la stabilità politica necessaria per portarlo avanti.
Castellammare, dunque, si prepara a vivere mesi decisivi. L’estate alle porte potrebbe trasformarsi in un passaggio politico determinante, mentre l’esito della commissione d’accesso rappresenta la vera variabile in grado di ridisegnare equilibri e prospettive.
In un clima in cui ogni dichiarazione pesa quanto una decisione, resta una sola certezza: la città è entrata in una fase in cui nulla può più essere considerato definitivo.
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